Lodi: Tommaso, un piccolo angelo volato in cielo

Lodi: Tommaso, un piccolo angelo volato in cielo

Dramma a San Fereolo, il bambino era affetto da una rara malattia genetica: se ne è andato dopo un calvario lungo 18 mesi. La famiglia raccoglie fondi per aiutare la Casa di Gabri

Una malattia genetica che conta solo 20 casi al mondo e che ha fatto vivere a lui e ai suoi genitori un calvario lungo 18 mesi. Lunedì Tommaso Vastano se n’è andato, lasciando nel dolore più totale mamma, papà, i suoi famigliari e l’intero quartiere di San Fereolo. Ora i genitori del piccolo Tommy hanno avviato una raccolta fondi per aiutare la Casa di Gabri che fornisce assistenza, a Rodero, in provincia di Como, ai bambini come lui. In pochi mesi Tommaso è stato operato al cuore, ha subito un intervento per il palato molle, ha avuto un trombo alla vena porta e si è ammalato di sindrome di West. «Nostro figlio - racconta mamma Eleonora, donna forte e combattiva - era affetto da una malattia genetica rarissima, la duplicazione del cromosoma 16. Tommaso era nato a Lodi l’8 novembre del 2018. Dalla diagnosi prenatale non era emerso nulla, poi, dopo la nascita, hanno visto subito che aveva una grave malformazione cardiaca. Il dottor Fulvio Limoli gli ha fatto un’ecocardio e ha scoperto la malformazione. Questo problema associato alla palotoschisi, ha fatto subito sospettare per la malattia genetica». Gli specialisti hanno effettuato gli esami del Dna e la diagnosi è stata di cromosomopatia». Da lì è stato un calvario. Ha avuto tutti i sintomi possibili immaginabili, fino ad arrivare alla sindrome di West che poi se l’è portato via, come era avvenuto per il piccolo Fabio Muroni, meno di un anno fa. «È stato un massacro - confessa la mamma -, non riusciva a deglutire, aveva le bronchiti asmatiche, problemi di inalazione del cibo che andava nelle vie aeree, il reflusso nei polmoni. Passavo le giornate ad aspirarlo. È stato un mese alla De Marchi. Sono successe cose che a una persona in 120 anni non accadono. Poi il bambino non cresceva più e lunedì alle 3.10 ci ha salutati». Fin dalla nascita, Tommy aveva gli occhietti chiusi. Da ottobre ad aiutare mamma Eleonora c’era Michela Amato, la mamma di Fabio. «Michela mi ha raccontato della Casa di Gabri. Direttore sanitario della struttura è il genetista del Sant’Anna di Como, Angelo Selicorni, un medico apprezzato per la sua competenza e la sua grande umanità. Per questo abbiamo deciso di raccogliere offerte per la Casa di Gabri». Già lo scorso novembre, per il primo compleanno di Tommaso, era stata organizzata una festa sotto casa della famiglia Vastano. Invece dei regali i partecipanti avevano fatto un’offerta alla Casa di Gabri, destinando 450 euro.

«In questo periodo le istituzioni ci hanno lasciati soli - lamenta mamma Eleonora, segretaria amministrativa in una scuola paritaria, a casa con la 104 per curare il suo Tommi - . Non abbiamo mai visto un’assistente sociale. Volevano mandare una signora che mi facesse compagnia, ma io avevo bisogno di un aiuto per il bambino. Loro dicevano che non si poteva perché nessuno avrebbe potuto somministrargli il farmaco salvavita. “Verremo a conoscere il bambino”, avevano detto, ma io non le ho mai viste. Adesso sto scrivendo un libro per raccontare tutto quello che mi è capitato». Le pediatre dell’ospedale di Lodi e la primaria Roberta Giacchero sono andate a dare l’ultimo saluto al piccolo Tommaso, ieri, alle 16, al cimitero di Riolo. Insieme avevano promosso il Tito’s fest, lo scorso luglio, proprio per aiutare i bambini ammalati, come Tommy, seguiti dalla pediatria di Lodi. «Il Tito’s fest - assicura mamma Eleonora - non si fermerà».


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