«Tagliati troppi letti in sanità: si è pensato solo al profitto»

«Tagliati troppi letti in sanità:

si è pensato solo al profitto»

La riflessione del medico Costantino Bolis sul «Cittadino» in edicola

«Tagliati troppi letti in sanità, si è pensato troppo al profitto». Il medico di Orio Litta, già primario di anestesia e rianimazione, Costantino Bolis, risponde a una sollecitazione di Lodi comune solidale. Il suo intervento sarà pubblicato sul «Cittadino» in edicola domani, lunedì 6 aprile.

«Il documento di Bolis - spiega Lodi comune solidale - traccia la strada su cui bisognerà lavorare per ricostruire una sanità a misura di persona e non per il profitto».

«Alla luce di quello che sta avvenendo nel nostro territorio per il coronavirus, abbiamo avviato un confronto con operatori della sanità ed esponenti del mondo della cooperazione e del volontariato - ribadisce il gruppo cittadino -, per capire quali sono i problemi concreti, dell’oggi, per essere pronti a fare e a proporre un lavoro, una volta finita la pandemia, che ricollochi al centro dell’interesse la salute di tutti. Abbiamo il dovere di non dimenticare e di lottare perché il diritto alla cura sia garantito a tutti e affinchè tragedie come quelle che stiamo vivendo non abbiano più a ripetersi».

«Penso che non sia il tempo di grandi analisi. Per queste - dice Bolis - bisognerebbe avere la lucidità e la testa completamente dedicate. Siamo invece tutti, giustamente, vicini alle persone malate e ai tanti colleghi, sanitari di ogni tipo, che sono impegnati, affaticati ed angosciati nello svolgere il lavoro quotidiano, sempre più gravoso. Bisogna stare attenti a parlare, ad esprimere giudizi e considerazioni che potrebbero, solo perché male interpretate, ferire e provocare ulteriori problemi. Siamo di fronte ad una emergenza sanitaria completamente sconosciuta nel nostro mondo così certo di poter controllare tutto. Solo adesso, spero, stiamo capendo almeno un po’ cosa significhi soffrire e morire in Africa ed in altri paesi, martoriati da sempre per epidemie e malattie contagiose. Il numero elevatissimo di malati critici, che necessitano di cure intensive, in uno spazio temporale molto ridotto, obbliga a percorrere strade organizzative nuove, veramente simili a quanto avviene negli scenari di guerra o in ambito di medicina delle catastrofi. Oggi, la “testa” è concentrata qua, verranno fatti certamente degli errori, ma lo stato di necessità deve scusare anche alcune decisioni che magari non sono condivise». Così Bolis accetta di parlare perché «alcuni punti, magari, ci potranno servire in futuro per migliorare».


Leggi l’approfondimento sull’edizione de Il Cittadino di Lodi in edicola lunedì 6 aprile 2020

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