SUDMILANO I beni sequestrati alla mafia hanno una seconda vita nel sociale
L’inaugurazione del centro di Mediglia

SUDMILANO I beni sequestrati alla mafia hanno una seconda vita nel sociale

Riconversioni di immobili a Mediglia, San Donato, Melegnano e San Giuliano

I beni confiscati alla criminalità organizzata assumono nuova vita nel Sudmilano. A Mediglia sono nati un centro per l’autismo e una casa per i carabinieri in servizio, a San Donato è prossimo all’apertura un ambulatorio medico in quello che era un salone di bellezza mentre a Poasco un immobile è stato trasformato in magazzino alimentare, a Melegnano un locale è diventato la sede degli alpini e a San Giuliano un appartamento è stato messo a disposizione delle famiglie in difficoltà nell’ambito dell’interventi di emergenza abitativa. Complessivamente, secondo la mappatura svolta dalla sezione locale di Libera contro le mafie, sono 102 i beni sequestrati sul territorio che hanno già trovato un reimpiego virtuoso o sono in corso di assegnazione. A Mediglia l’esempio principale, ossia la demolizione di una villa in via Melozzo da Forlì nella frazione di Mombretto, per ricostruire sulle macerie un centro che è diventato modello di integrazione e socialità con l’inaugurazione il 21 settembre 2019 del centro per l’autismo intitolato a Peppino Impastato. «Sul territorio – illustra l’assessore Elisa Baeli – abbiamo altri beni che sono stati reimpiegati e altri ancora da ricollocare». Un altro esempio molto apprezzato è il recupero dell’ex salone di bellezza di via Sorigherio a San Donato, destinato a diventare lo studio medico del dottor Carlo Storer che ha in cura un centinaio di famiglie tra Poasco e Sorigherio. Lo stesso comune di San Donato ha affidato alla Caritas e alla Croce rossa l’uso di un immobile a Poasco diventato un magazzino alimentare. Nella geografia dei beni sequestrati compaiono anche i comuni di Melegnano e San Giuliano.


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