Su cascina Ortaglia “volano” i coltelli

Crespi: «Carlin venga in Comune o si candidi»

«Io non faccio dibattiti pubblici con chi al momento non rappresenta nessuno. Carlin può chiedere un appuntamento al sindaco per avere spiegazioni sull’Ortaglia o candidarsi alle elezioni. Allora ne riparleremo». Tira fuori gli artigli Domenico Crespi, primo cittadino di Sant’Angelo, e replica duramente alle accuse di chi l’ha preceduto alla guida di palazzo Delmati, ovvero Giuseppe Carlin, sindaco dal 2002 al 2007, che martedì ha lanciato strali avvelenati sulla mancata apertura di Cascina Ortaglia, l’immobile annesso al Giardinone del Castello Bolognini, restaurato con una spesa di circa 1 milione di euro (circa la metà provenienti da Regione Lombardia ndr) per farne inizialmente un museo. Nell’intervista, l’ex sindaco Carlin ha parlato «di una decisione sciagurata» quella che ha tenuto sinora chiuse le porte dell’Ortaglia, presa per fare un dispetto ai precedenti amministratori che ne vollero il recupero. Parole al vetriolo, dunque, che non fanno altro che alzare il livello del dibattito pubblico in vista del voto della prossima primavera. Tanto che sul mancato utilizzo dell’immobile, «destinato a marcire se tenuto chiuso per anni», Carlin ha “sfidato” Crespi in un dibattito pubblico in cui parlare della vicenda. Un guanto di sfida che l’attuale primo cittadino ha deciso di non raccogliere rispedendo al mittente l’invito. «Invece di fare l’esperto nelle cene organizzate nei capannoni della zona artigianale di Maiano, sarebbe il caso che Carlin ripensi alle “porcate” fatte durante la sua amministrazione, non ultima quelle per il recupero di un immobile la cui ultimazione dei lavori, effettiva, è del giugno 2008 - ha attaccato Crespi - : noi abbiamo cambiato la destinazione d’uso dei locali nel 2009, ma il quadro diagnostico era già compromesso. I documenti sono tutti in comune. Si parla di umidità capillare nella muratura che, secondo le relazioni, risulta verosimilmente precedente ai lavori di restauro del 2003-2004». Lo stato di degrado dell’immobile, quindi, non può «essere imputato a noi - ha aggiunto ancora Crespi - , ma ad un’altra opera “cannata” e pagata sonoramente con i soldi dei contribuenti santangiolini. Come l’allargamento del ponte sul fiume Lambro di via Cesare Battisti o il mutuo aperto, e di cui sono state pagate rate per 100 mila euro, per trasformare l’ex municipio (anche ex scuola ndr) in una palazzina dei servizi mai realizzata. E in cui avrebbe dovuto trovare sede anche la Confartigianato mentre in quegli stessi giorni si inaugurava la nuova sede di piazza Libertà». Parole dure, dunque, anche quelle del primo cittadino contro Carlin, invitato poi «a tenersi strette le sue poltrone a Lodi avute tramite nomina politica del partito» o in alternativa «di candidarsi apertamente a Sant’Angelo». Mentre Crespi ribadisce di non aver ancora sciolto la riserva su una sua ricandidatura. «Queste prese di posizione dimostrano che la primavera è iniziata con anticipo - ha chiuso il sindaco - e c’è qualcuno alla ricerca di un posto al sole».

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