Strage di pesci in un giardino di San Colombano: sotto accusa il disinfettante
I pesci morti nel laghetto del giardino di una casa a San Colombano

Strage di pesci in un giardino di San Colombano: sotto accusa il disinfettante

I proprietari puntano il dito contro la sostanza usata da Cap nella rete idrica

Moria di pesci in un piccolo «laghetto» di un giardino privato di San Colombano, sotto accusa il sistema sperimentale che utilizza la monocloroammina per sanificare e disinfettare l’acqua potabile della rete idrica. Il Gruppo Cap ha avviato questa sperimentazione il 6 luglio scorso, suscitando già animate polemiche in paese perché a lungo nei rubinetti delle case l’acqua ha avuto un forte sapore di cloro, fenomeno che oggi, in gran parte rientrato, è però ancora presente in alcune abitazioni, in certe zone del paese. In questo caso però sono morti tutti i pesci del piccolo «laghetto» del giardino di una casa del centro. Il giorno prima, nel fine settimana, i proprietari avevano cambiato l’acqua della grande fontana a terra, la mattina successiva tutti i pesci, più di 20, erano morti. E proprio il giorno prima, il sapore dell’acqua del rubinetto era fortemente alterato, con il classico sapore di cloro, «simile a una piscina», che più volte era stato descritto per tutta estate dai cittadini di San Colombano. Le polemiche erano diventate incandescenti al punto che Cap era dovuta intervenire con una nota in cui spiegava che nonostante l’alterazione del sapore e dell’odore, non c’erano problemi di alcun tipo per la salute e che l’acqua era pienamente potabile come garantito anche dai monitoraggi costanti su diversi punti dell’acquedotto. Tuttavia, in quella nota Cap affermava anche di non utilizzare l’acqua per gli acquari di casa e invitava le persone in dialisi a informare il proprio medico curante dell’utilizzo di acqua sanificata con monocloroammina. Ora però la moria fa infuriare i proprietari. «Ho protestato con Cap per quanto accaduto e mi è stata data rassicurazione sul fatto che non è pericolosa per l’uomo e per gli animali, ma solo per i pesci – spiega la figlia dei proprietari dell’abitazione -. A vedere quanto è successo, però, non si resta così tranquilli, senza considerare che comunque quei pesci erano con noi da tantissimi anni, e in un giorno sono morti tutti. Senza considerare che con tutte le campagne contro l’inquinamento e per la sensibilità ambientale, è assurdo che la società che dovrebbe garantirci l’acqua potabile sia responsabile di quanto accaduto. Per giunta Cap mi ha risposto anche che il sistema era stato ampiamente pubblicizzato, ma i miei genitori non hanno mai avuto una comunicazione diretta, e forse Internet non è sufficiente a raggiungere tutta la popolazione. Mi chiedo se sia normale tutto ciò nel 2020».


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