Colpi di doppietta troppo vicini alle case, si alza la protesta nel Sudmilano

Colpi di doppietta troppo vicini alle case, si alza la protesta nel Sudmilano

Dopo l’episodio di Paullo, si moltiplicano le segnalazioni di cacciatori “indisciplinati”

Spari a due passi dalle abitazioni nel territorio sudmilanese. A giudicare dalle segnalazioni raccolte dall’associazione Gaia, i cacciatori si avvicinano sempre di più alle case e alle ciclabili. Con un numero di “reclami” che quest’anno ha subito una brusca impennata a testimonianza di un fenomeno in continua crescita. A Paullo, lungo la Muzza, è avvenuto il fatto più eclatante quando due settimane fa un fotografo ha rischiato di venire “impallinato” e si è salvato urlando e interrompendo così la scarica di piombini verso di lui.

C’è da chiedersi il perché si sia verificata questa inaspettata recrudescenza del fenomeno della caccia in luoghi vietati. «Da un lato - argomenta Meyer – aumentando la cementificazione e diminuendo gli spazi campestri i cacciatori sono portati ad avvicinarsi sempre più alle case. Dall’altro possiamo dire, che è più frequente la voglia della gente di godersi la natura, di girare nel verde e allo stesso la sensibilità ambientale, che porta a segnalare episodi che prima non venivano resi noti». «Va tuttavia precisato - aggiunge - che seppure le segnalazioni sono tantissime, le denunce sono ancora poche. Molti si rivolgono a noi pensando che sia l’associazione a dover denunciare i fatti, invece è la persona che è testimone dello sparo in zona vietata che lo deve fare. Noi forniamo assistenza, eventualmente mostriamo anche come si presenta la denuncia».

Non solo non si può sparare a 100 metri dalle abitazioni, ma nemmeno verso le stesse a una distanza di 150 metri. In questi primi due mesi scarsi di caccia, a vigilare vi erano solo le Guardie Ecologiche Volontarie della Città Metropolitana e le guardie venatorie volontarie, che sono poche e non sufficientemente attrezzate.


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