Somaglia, la battaglia di Andrea: «Servono più aiuti per i disabili»

«Dove sono le istituzioni e fin dove possono arrivare?». Se lo domanda Andrea Pinto, 22 anni, giovane di Somaglia, affetto dalla distrofia muscolare di Duchenne: un malattia di tipo degenerativo che ha scoperto a 7 anni e che lo ha presto reso non autosufficiente.

La malattia non gli ha impedito comunque di diplomarsi al Cesaris di Casale come non gli vieta di guardare la realtà con una lucidità impressionate.

«I soldi per il sociale vengono trasferiti dallo Stato ma poi come vengono gestiti? È possibile che in un paese si trovino i soldi per mettere nuove panchine ma si sia in difficoltà nel poter assicurare l’assistenza completa a una persona in difficoltà?». Il riferimento di Andrea va al comune di Somaglia che secondo mamma Anna si è adoperato a pieno ritmo fino al compimento dei 18 anni di Andrea, anche attraverso la scuola, ma negli ultimi quattro anni lei e Andrea si sono sentiti soli di fronte all’aumentare dei problemi, che si sono sommati a quelli familiari.

La questione però non è certo solo comunale: mamma e figlio ne fanno un problema di sistema. «Con 748 euro al mese che riceviamo dall’Inps come invalidità, accompagnamento e pensione dai 18 anni, non ce la facciamo - ha spiegato Anna - perché le esigenze sono tante: dalla macchina per il trasporto di Andrea che abbiamo dovuto comprare e che ci costa 400 euro al mese, fino all’alimentazione speciale di Andrea, che fatica a deglutire e non solo». «Ho scoperto che la malattia di Andrea non è neppure riconosciuta come invalidità al 100 per cento», ha continuato Anna, raccontando come ogni sei mesi Andrea si rechi dal neurologo al centro Nemo dell’ospedale di Niguarda e le tante trafile tra centri e ospedali. «L’Asl ci manda la fisioterapista due volte alla settimana - ha spiegato Anna -, ma io devo sbarcare il lunario e Andrea la mattina è solo: occorre che qualcuno ci aiuti».

Da parte sua il comune di Somaglia sostiene di non aver mai fatto mancare il suo sostegno ad Andrea e alla sua famiglia, fin dalle elementari: dalla garanzia degli spostamenti per le visite specialistiche, all’assistenza tramite leggi di settore e lavoratori socialmente utili, poi incompiuto. Attualmente il comune garantisce interventi di assistenza domiciliare e sta valutando se possano essere attivati per Andrea voucher (buoni sociali) legati a recenti bandi dell’ufficio di piano, validi per l’acquisto di prestazioni di assistenza.

La diminuzione sostanziale dei trasferimenti statali regionali per le politiche sociali rende comunque la coperta dei comuni sempre più corta. Non solo servizi però. Per il sindaco Medaglia il caso di Andrea potrebbe anche far riflettere sulla necessità di aumentare o creare una rete di solidarietà e volontariato intorno a lui o verso gli anziani e le persone sole, per intessere relazioni e fare compagnia, al di là dell’erogazione di servizi.


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