«Siamo stati accolti da Cerro: ora tocca a noi fare qualcosa»

«Siamo stati accolti da Cerro: ora tocca a noi fare qualcosa»

Due imprenditori cinesi giunti 20 anni fa donano 10mila mascherine

«Viviamo a Cerro al Lambro da oltre 20 anni, l’Italia ci ha accolto a braccia aperte, adesso siamo noi a ricambiare tanta generosità». I coniugi cinesi Shaobo e Dan Zhang raccontano così la maxi-donazione di 10mila mascherine al Comune di Cerro che, con le altre 2mila in arrivo dalla Regione, in questi giorni saranno distribuite in numero di cinque per ciascuna famiglia.

«Abitiamo a Cerro dal 1999, qui è nato uno dei nostri due figli, che hanno frequentato entrambi in paese le scuole elementari e medie prima di continuare gli studi al liceo scientifico di San Donato - affermano il 59enne Shaobo e la 58enne Dan -. Sin da quando siamo arrivati oltre 20 anni fa, l’Italia ci ha accolto a braccia aperte, abbiamo ricevuto tanto dal vostro Paese».

Di professione ingegnere, per diversi anni Zhang ha curato l’esportazione in Cina di prodotti made in Italy, mentre da quasi un quinquennio è in pensione. «È nata da qui la decisione di donare 10mila mascherine alla comunità locale, che è stata resa possibile anche da un produttore-amico di Shanghai, nostra regione d’origine dove ci siamo recati ancora a inizio 2020 subito prima dello scoppio dell’emergenza legata al coronavirus».

Dopo un lungo viaggio dalla Cina reso ancor più difficoltoso dai trasporti ridotti e dalle complesse filiere doganali, in questi giorni sono finalmente arrivate in Italia le 10mila mascherine in tre scatoloni accompagnati da una scritta tanto splendida quanto suggestiva: «Siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori della stesso giardino. Un sincero augurio dalla Cina: Forza Italia! Viva Italia!».

La solenne cerimonia di consegna è avvenuta nel palazzo comunale alla presenza del sindaco Marco Sassi, che non ha mancato di ringraziare i coniugi Zhang per la grande generosità dimostrata. «Quando siamo arrivati oltre 20 anni fa, non sapevamo come saremmo stati accolti dall’Italia, che oggi è diventata la nostra seconda patria - ribadiscono in conclusione i due imprenditori cinesi-. Davanti al dramma che oggi sta vivendo il vostro popolo, dovevamo fare qualcosa per ricambiare la straordinaria generosità ricevuta».


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