Si pranzerà in classe e si farà lezione anche in aula magna
La scuola Anna Vertua Gentile (Foto by archivio)

Si pranzerà in classe e si farà lezione anche in aula magna

A Codogno sono ormai quasi pronte le regole per la scuola ai tempi del covid

Lezioni nell’aula magna e pranzo sui banchi. Passa anche da qui la riorganizzazione delle scuole a Codogno in vista del rientro in classe a settembre, un inizio d’anno scolastico che deve fare i conti con le indicazioni del Governo per garantire la sicurezza di alunni e studenti nell’era Covid-19 e che da settimane vede il confronto fra la dirigenza scolastica e l’assessore all’istruzione Maria Rapelli. E se il timore iniziale era sulla capacità degli istituti scolastici di accogliere tutti gli studenti, dovendo rispettare il distanziamento, con alcuni accorgimenti le scuole medie e l’elementare Anna Vertua Gentile dispongono di aule a sufficienza, mentre è ancora “ballerina” la collocazione delle classi prime delle elementari San Biagio. «Per quanto riguarda la scuola secondaria di primo grado, quindi le medie, i ragazzi rimarranno tutti in sede e sarà organizzata un’aula nell’aula magna e spostata la sala riunioni per i professori e i collegi docenti all’ex filandone sopra il comando dei vigili, dove nel 2005 era stata spostata la segreteria della scuola elementare quando si è proceduto alla ristrutturazione dell’Anna Vertua dopo il cedimento del plafone – spiega l’assessore Rapelli -. Abbiamo già pulito e sanificato i locali, l’ambiente è pronto per essere utilizzato e in base alle esigenze sarà deciso l’arredo». Quanto alle elementari invece «dobbiamo ancora decidere dove collocare due classi del San Biagio, le due primine in più che col distanziamento non ci stanno e dovrebbero essere spostate all’Anna Vertua, ma decideremo nella riunione fissata il 25 agosto». Mancano da definire alcuni passaggi ma è chiara invece la gestione del pranzo a scuola, affidata come sempre alla ditta appaltatrice Sodexo. «I pasti dovrebbero essere serviti al banco – prosegue l’assessore Rapelli -. Saranno preconfezionati e sigillati, dobbiamo però concordare chi li porterà in classe, perché la ditta farà la consegna a scuola e a portarli sul banco potrebbero essere gli operatori scolastici». Vale a dire i bidelli. Fermo restando che per far fronte alle accresciute esigenze «penso proprio ci vorrà un’aggiunta del personale e l’ampliamento dell’organico – osserva Rapelli -. Su questo attendiamo le determinazioni del Ministero che dovrebbero arrivare entro fine agosto». Un discorso a parte riguarda il nido e la scuola dell’infanzia. L’unica cosa certa è «la direttiva del Ministero della Sanità che stabilisce che da 0 a 6 anni non devono portare la mascherina, ma bisogna tenere conto che i bambini giocano insieme, si toccano, il contatto fra di loro è quotidiano». E da non sottovalutare.

IL PROBLEMA DEI BANCHI

Con o senza le rotelle? È questo il problema. Dalle scuole medie di Codogno arriva la richiesta di banchi nuovi per facilitare il distanziamento degli studenti in classe alla ripresa a settembre, richiesta accolta dall’assessore Maria Rapelli che però avanza perplessità sulla trovata del ministro dell’istruzione Lucia Azzolina: l’opzione dei banchi “mobili”. «Non sappiamo ancora quali andremo ad acquistare, se monoposto o con le rotelle “d’autopista”, ma sono decisamente favorevole ai monoposto – chiarisce l’assessore -. Si sa benissimo che i ragazzi si divertono e poi parliamo di studenti delle scuole medie, che sono già abbastanza sviluppati fisicamente e questi banchi sono piccoli». Per l’ex preside è il concetto stesso di apprendimento che va salvaguardato. «Sul banco ci vanno tante cose, se devi mettere un dizionario oltre al tablet non ci sta e non si può fare solo la didattica “virtuale” – osserva -. I ragazzi hanno bisogno di scrivere, altrimenti si dimenticano delle mani. Con il lockdown hanno già perso sei mesi di formazione, perché non hanno memorizzato, e i banchi con le rotelle sono da bocciare a pieno, perché dispersivi. Io ricordo ancora i punti sottolineati dei libri sui quali ho studiato, perché per apprendere l’unico metodo è leggere, sottolineare e scrivere».


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