Servizi per disabili, finalmente in arrivo un aiuto dopo l’emergenza coronavirus
Lodi, alla Fondazione Danelli un momento di raccoglimento in ricordo di Valerio Manfrini ( ex sindaco di Lodi e volontario con le persone disabili). Nella foto il direttore della Danelli, Francesco Chiodaroli

Servizi per disabili, finalmente in arrivo un aiuto dopo l’emergenza coronavirus

Saranno riconosciuti circa 450mila euro alle strutture lodigiane

Un primo aiuto per i centri diurni e i servizi disabili del territorio, dall’Ufficio di Piano arriva l’ok per distribuire le risorse aggiuntive arrivate nel Lodigiano dal Fondo Nazionale delle Politiche Sociali per l’emergenza Covid. A fine mese l’assemblea dei sindaci darà l’ok definitivo, saranno riconosciuti circa 450mila euro a tutte le strutture lodigiane, con una piccola quota di compartecipazione dei Comuni.

La questione era emersa con forza sia in sede di Ufficio di Piano sia nell’ambito del tavolo per il Terzo Settore che il presidente della Provincia Francesco Passerini aveva voluto attivare per capire proprio le esigenza di queste realtà. Un tema trasversale, che si innesta anche nelle richieste avanzate dalle Rsa a Regione Lombardia. Portavoce della battaglia del Terzo Settore è soprattutto il presidente della Fondazione Stefano e Angela Danelli Francesco Chiodaroli, che è anche il rappresentante lodigiano di Uneba (l’associazione di categoria delle istituzioni operanti in questo ambito). Due i filoni portati avanti: da una parte trovare percorsi tecnici diversi per i servizi disabili rispetto a quelli per le case di riposo, dall’altra ottenere sostegni economici diretti da parte pubblica per fronteggiare la gravissima crisi innescata dal Covid. I servizi disabili sono pagati dai Comuni a fronte dell’attività effettivamente svolta, e la chiusura dei centri da marzo di fatto ha tolto risorse indispensabili per la vita delle strutture.

«Il problema è stato finora tecnico. – spiega Giovanna Gargioni, sindaco di Borghetto e presidente del Piano di Zona -. Alcuni comuni importanti come Milano e altri hanno scelto di destinare ai centri disabili le quote che già avevano messo a bilancio, senza considerare il fatto che i servizi non fossero stati erogati. È una strada che diversi segretari comunali contestavano e contestano, perché ai limiti del danno erariale, dal momento che si andrebbe a pagare servizi mai utilizzati. Per questo abbiamo invece previsto un altro percorso».


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