Il lupo segue le tracce dei cinghiali, ma mangia anche le nutrie

Il lupo segue le tracce dei cinghiali, ma mangia anche le nutrie

Ecco come l’animale è arrivato nella Bassa: «È un esemplare isolato e di passaggio»

Dietro a cinghiali e caprioli, dal Piacentino alla Bassa. Così è arrivato l’esemplare di lupo avvistato a Caselle Landi, seguendo le sue prede naturali che da anni ormai hanno ripreso a frequentare il Lodigiano. In grado di spostarsi in una sola notte fino a 100 chilometri, l’habitat della nostra campagna non è comunque ideale per il lupo, probabilmente solo di passaggio.

«È difficile dirlo con certezza, ma già dal XVII Secolo il lupo ha lasciato la pianura in Italia - spiega lo zoologo Luca Canova -. È probabile che si tratti di un esemplare isolato, e di passaggio, arrivato dal Piacentino guadando il Po quando era più basso o anche attraverso i ponti. Da alcune settimane alle Monticchie avevamo tracce del passaggio di uno o più lupi, ma non avevamo riscontri documentali né avvistamenti. Tutto torna, perché la presenza delle sue prede naturali come i cinghiali e i caprioli indicava già da anni la possibilità di un ritorno nel Lodigiano dei lupi. Proprio seguendo la diffusione degli ungulati si è spinto verso il Piacentino, e da lì nel Lodigiano. Non è da escludere che ci siano stati anche in passato».

Per quanto tempo si possa fermare nel Lodigiano è difficile da dire, potrebbe trattarsi di una puntata occasionale oppure di un passaggio più duraturo, anche di mesi. «Molto dipende dalla disponibilità di cibo che è in grado di trovare – spiega Canova -. In questo senso è molto interessante quello che ormai è accertato, cioè che si cibi anche di nutrie. In questo caso nel Lodigiano troverebbe abbondanza di prede, e dunque potrebbe fermarsi più a lungo. Di certo escluderei, almeno nel breve periodo, un ritorno del lupo in pianura, e dunque non credo possa diventare stanziale nelle nostre zone».


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