Santo Stefano, il Comune farà causa all’ex sindaco Lodigiani
Il municipio di Santo Stefano (Foto by Gozzini)

Santo Stefano, il Comune farà causa all’ex sindaco Lodigiani

«Atto dovuto» dopo la condanna per il caso eredità

Il Comune di Santo Stefano Lodigiano è pronto a far causa all’ex sindaco Massimiliano Lodigiani. Obiettivo, ottenere il risarcimento danni in merito alla vicenda giudiziaria che ha portato alla condanna in primo grado dell’ex primo cittadino a 3 anni, un mese e 10 giorni per truffa, peculato, falsità in testamento olografo, turbata libertà degli incanti e istigazione alla corruzione e che in sede civile vede l’amministrazione comunale citata in giudizio dagli eredi dell’anziana che si sospetta sia stata raggirata dall’ex primo cittadino e convinta a firmare un testamento olografo intestando soldi e proprietà a lui e a un’altra indagata. «Come amministrazione comunale saremo obbligati ad avviare un procedimento a latere per chiedere un risarcimento dei danni a Lodigiani, anche se allo stato fosse incapiente, considerando che un titolo esecutivo ha durata decennale e dunque potrebbe essere fatto valere anche più avanti» spiega l’avvocato Fabrizio Bisconti, assessore al bilancio e al territorio della nuova giunta Testolina di Santo Stefano. Uscita vittoriosa alle scorse elezioni del settembre 2020, la squadra si è subito trovata a fare i conti con il processo e il suo gravare sulle casse comunali, tanto da non essere casuale la scelta del legale a fianco del primo cittadino. «Sapevamo che la situazione sarebbe stata difficile e sicuramente mette in difficoltà il Comune che per dare un’idea chiude indicativamente il bilancio a 80mila euro e si trova a doverne pagare centinaia di migliaia– precisa Bisconti -. All’esito dell’ultima udienza penale sono stati dissequestrati 218mila euro e gli immobili dell’eredità che il Comune non aveva ancora venduto, e sulla base di questo svincolo abbiamo avviato una trattativa con gli eredi, che nell’atto di citazione hanno presentato una richiesta di soldi liquidi di 280mila euro, la restituzione degli immobili invenduti e di una ctu (consulenza tecnica d’ufficio) per valutare il prezzo degli immobili venduti, puntando a trovare un accordo così da evitare ulteriori spese e oneri a carico del Comune».


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