Santo Stefano, arrestato l’ex sindaco Massimiliano Lodigiani - GUARDA IL VIDEO
La guardia di finanza in piazza a Santo Stefano

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Le accuse sono truffa, peculato, falsità in testamento olografo e circonvenzione d’incapace; coinvolta un’altra persona, inchiesta partita grazie a un esposto dell'ultimo sindaco Valentina Pellini

“Terremoto” a Santo Stefano Lodigiano, comune commissariato: un ex amministratore pubblico è stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza a vario titolo truffa, peculato, falsità in testamento olografo, turbata libertà degli incanti, istigazione alla corruzione e circonvenzione d’incapace. I Finanzieri del Comando Provinciale di Lodi, su disposizione della locale Procura della Repubblica, stanno eseguendo un’ordinanza che applica misure personali e reali emessa dal Gip, nei confronti di un ex amministratore pubblico e anche di un’altra persona indagata.

Le indagini, svolte dal Gruppo di Lodi, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, hanno permesso di contestare gravi episodi di truffa, per il periodo dal 2004 al 2019, da parte dell’indagato principale che avrebbe falsificato la firma del segretario comunale al fine di ottenere indebiti rimborsi riferibili ai permessi amministrativi concessi dalla società di cui è dipendente per svolgere le sue mansioni di amministratore pubblico in seno a giunte e consigli comunali mai tenutisi.

Inoltre, nel 2018, avendo la tutela provvisoria di una sua concittadina ne avrebbe falsificato il testamento olografo consentendo al Comune di ereditare tutti i beni mobili e immobili per un valore complessivo di un milione di euro; successivamente, a seguito dell’impugnazione del testamento da parte dei congiunti avrebbe sollecitato gli stessi a rinunciare all’azione civile di accertamento dell’autenticità, offrendogli la cessione di alcuni terreni di proprietà dell’asse ereditario non ancora alienati dal Comune a un prezzo di molto inferiore a quello di mercato promettendogli, peraltro, di restituirgli la somma pagata per l’acquisto, in contanti.

L’indagato, durante uno dei suoi mandati di amministratore risulta inoltre aver gestito una licitazione privata del Comune alterandone il funzionamento, permettendo a uno dei partecipanti di rimodulare le proprie offerte in modo da aggiudicarsi i beni all’asta al prezzo più conveniente, a scapito degli altri concorrenti e dello stesso Comune.

Infine, in un’occasione le indagini hanno permesso di riscontrare che una persona anziana affetta da parziale infermità psichica sarebbe stata indotta a formare un testamento olografo nel quale gli indagati erano costituiti eredi del patrimonio mobiliare ed immobiliare.

Alla luce delle evidenze probatorie emerse il Giudice per le indagini preliminari di Lodi, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha disposto per Massimiliano Lodigiani, 52 anni, gli afrresti domiciliari, invece per una persona di 70 anni l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nonché il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di 39.262,57 euro in relazione ai reati di truffa e peculato e di altri 292.793,77 euro e di 12 immobili, ad oggi di proprietà del Comune di Santo Stefano Lodigiano, costituenti il profitto del reato di falso testamento olografo.

Nell’autunno scorso aveva fatto scalpore in paese la visita della guardia di finanza in municipio, a quanto era dato sapere l’attività investigativa riguardava anche la maxi eredità incassata dal Comune nel 2018, un “tesoretto” di 800mila euro fra contanti, terreni e cascinale.

Il 26 maggio dello scorso anno c’era stato uno storico cambio di amministrazione comunale a Santo Stefano, con l’avvocato Valentina Pellini, 38 anni, di Codogno, che era stata eletta al posto del politico di lungo corso Lodigiani. L’avvocatessa però l’1 agosto aveva presentato le dimissioni, motivando tra l’altro di voler essere un amministratore pubblico rigorosamente ispirata «da legalità e trasparenza» (anche se il tema di scontro sembra riguardasse la sicurezza di feste e sagre), e il Comune era stato quindi, come è d’obbligo, commissariato con l’incarico a un funzionario della Prefettura di Lodi. Le elezioni devono ancora essere fissate, presumibilmente nell’election day nazionale tra settembre e dicembre. Il Procuratore della Repubblica Domenico Chiaro ha precisato che è stato proprio un esposto presentato dall’ultimo sindaco, Pellini, e dal segretario comunale a far partire le indagini, che poi si sono allargate.


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