SANT’ANGELO «Sono guarito e ora dono mascherine tricolori»

SANT’ANGELO «Sono guarito e ora dono mascherine tricolori»

Il racconto dell’ex sindaco Giuseppe Carlin, volontario Croce bianca

È stato uno dei positivi della prima ora. Dopo i primi cinque turni in dieci giorni come volontario della Croce Bianca di Sant’Angelo, con diversi interventi anche nell’ex zona Rossa, il tampone effettuato all’ospedale Sacco di Milano ha confermato la positività il 29 febbraio. «Era tempi in cui arrivavano a centinaia negli ospedali e molti morivano: quando ho ricevuto l’esito ho visto tutto nero. Ma sono un’ottimista per natura». E i sintomi, in effetti, non sono mai arrivati. Oggi Giuseppe Carlin, consigliere comunale nella fila di Sant’Angelo Nostra, ex sindaco di Sant’Angelo, volontario da oltre 45 anni della Croce Bianca di Sant’Angelo, fa un passo per regalare di presidio tutela ai suoi concittadini. E dona qualcosa come 500 mascherine in tessuto, lavabili e riutilizzabili, con la stampa del tricolore italiano, dedicate ai santangiolini che potranno autonomamente dagli interessati nei negozi “Il Corredo” dei F.lli Avogadri e “Alta Moda” di Rosita Sali alla riapertura. Un gesto simbolico, anche, che spiega Carlin, ha anche una valenza politica, perché arriva da uno storico militante di Fratelli d’Italia.

«Scopo della donazione è quello di sensibilizzare le persone che la indosseranno a dimostrare il senso di appartenenza, l’orgoglio di sentirsi italiani, l’amore per la nostra Italia e la bandiera che la rappresenta - racconta Carlin - : la indosseranno con orgoglio le persone che che credono nella rinascita del nostro Paese, che passa dalla vicinanza agli artigiani, ai commercianti, agli imprenditori, lavoratori e professionisti che, con grandissimi sacrifici, a volte vanificati da un Governo inetto e incapace, vogliono rialzarsi, lavorare e far ritornare grande il nostro Paese». Secondo Carlin indossare questa mascherina tricolore è un gesto che impegna, in modi diversi. «Significa le tante persone scomparse e con esse quanti, nel settore sanitario, si sono immolati o hanno lavorato al limite delle forze umane per combattere la pandemia», ma «significa anche credere nel nostro Paese e nella sua giusta collocazione in una Europa sempre meno dei popoli e sempre più della banche e dei burocrati» e «come i parlamentari di Fratelli d’Italia identificarsi in quelle persone che non cedono ai compromessi di potere o agli inciuci di palazzo». Per tutte queste ragioni, «chi la ritira insomma assume un impegno che significa gridare che, con la schiena dritta e senza paura, sapremo rialzarci».


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