San Giuliano, 200 casi di abusi in famiglia

San Giuliano, 200 casi di abusi in famiglia

Sempre più bambini di San Giuliano hanno bisogno di protezione. Nel 2008 i minori in carico ai servizi sociali erano 133, di cui più di una decina aveva subito abusi sessuali. Guardando ai numeri statistici, in quanto si tratta di dati secretati, nell’ultimo decennio circa il 10 per cento dei piccoli utenti ha avuto a che fare con “orchi” tra le mura domestiche. Il tema torna attuale con il recente bando ad evidenza europea, a cui ha dato impulso il commissario prefettizio, per appaltare tutta la partita dell’attività relativa la prevenzione del disagio familiare, nonché la tutela dei diritti dei minori e la gestione della comunità “L’ora blu” di Sesto Ulteriano, che accoglie temporaneamente bimbi che devono trascorrere dei periodi lontani dai propri parenti. Nel documento si legge che gli utenti in carico ai servizi “sono in numero superiore a 200”, e che “la casistica comprende: trascuratezza, maltrattamento fisico, maltrattamento psicologico, abuso sessuale, violenza assistita”. La nuova gara apre così un triste sipario che mette in luce la dura realtà di un comune dove negli anni scorsi non sono mancate agghiaccianti pagine di violenza sulle donne, che hanno svelato un mondo sommerso, fatta talvolta di disagio sociale. Ma se il gentil sesso in alcuni appartamenti dei popolosi quartieri subisce pesanti situazioni, paragonando i numeri dell’anno in corso con quelli del recente passato emerge che una quota d’infanzia non se la passa meglio, e che negli ultimi due anni è stata registrata un’impennata di casi. Il comune spenderà per l’affidamento di questo delicatissimo settore un importo pari a 2 milioni 464mila euro per il periodo che va dalla consegna fino al 2014. La nuova realtà che prenderà posto in cabina di regia avrà pure il compito di scommettere sulla prevenzione, soprattutto per quanto concerne alcune piaghe come il bullismo e le dipendenze. Non mancheranno quindi iniziative come l’educativa di strada e altri strumenti che dovrebbero saldare una rete sociale ed educativa. Altri aspetti riguardano gli staff che gestiranno i diversi servizi, che richiedono figure professionali come psicologi, pedagogisti ed educatori, i quali dovranno essere a disposizione per una quota minima di ore segnalata nel capitolato. Tra le pagine del plico di documenti intorno a cui ruota la nuova gara vengono elencati i passi di legge e le strategie che punteranno a contrastare all’origine i disagi dei bimbi che risiedono in una delle località più giovani della provincia di Milano. Proseguirà inoltre l’attività di monitoraggio, che negli anni saprà rivelare se le attenzioni messe in atto saranno sufficienti a porre un freno su un fenomeno che parla di marginalità e disagio sociale.


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