San Fiorano: termostati giù di due gradi e più fotovoltaico contro il caro energia
La piazza centrale di San Fiorano (Foto by Gozzini)

San Fiorano: termostati giù di due gradi e più fotovoltaico contro il caro energia

Il sindaco dà il buon esempio sulle richieste internazionali di limitare i consumi

«Limitare il riscaldamento e abbassare la temperatura di 2 gradi». Il sindaco di San Fiorano Mario Ghidelli va avanti nella politica di austerity inaugurata spegnendo i lampioni sulla pista ciclabile per Santo Stefano Lodigiano e al parco giochi. E vara una nuova stretta sul consumo di energia alle scuole e in municipio, per contrastare il caro-bollette. «Con il Covid le finestre sono aperte per far circolare l’aria e 2 gradi in meno non si sentono – assicura il primo cittadino -. Inoltre in questi anni abbiamo fatto tutti i controsoffitti abbassati e cambiato i vetri nelle classi proprio onde evitare la dispersione di calore. Abbiamo lavorato tanto sulla struttura e adesso possiamo godere di questi benefici». Oltre a chiedere l’abbassamento di 2 gradi, Ghidelli ha deciso di spegnere il riscaldamento a scuola alle 14. E in municipio prima ancora. Alle 12.30. «In Comune gli uffici sono aperti fino alle 14 ma abbiamo la fortuna di avere i pannelli fotovoltaici e facendo andare la pompa di calore, con tre split i locali sono caldi – spiega -. Quest’anno l’intenzione è di mettere i pannelli fotovoltaici anche alla scuola primaria, mentre alla materna abbiamo già un impianto da 10 kilowatt». Accedendo a numerosi bandi, la giunta Ghidelli infatti ha accelerato sulla riconversione energetica degli immobili comunali. Ed ora più che mai si è rivelata una scelta azzeccata. Spegnendo le caldaie, sopperisce l’energia pulita prodotta da sole. «Stiamo portando avanti tutti i progetti di risparmio energetico. Alla primaria vorrei installare un impianto da 20-30 kilowatt - annuncia il sindaco Ghidelli, che ha sposato la rivoluzione “green” prima a casa propria e poi in Comune -. Riducendo gli sprechi evitiamo di aumentare le tasse ai cittadini che sono già martoriati dalle bollette di casa».


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