San Donato, raddoppiati in dieci giorni i casi di covid al Policlinico
Una barella con lo schienale sollevato per un caso di polmonite

San Donato, raddoppiati in dieci giorni i casi di covid al Policlinico

Aumenta anche l’affluenza per altre cure che spesso erano state rinviate per paura di finire contagiati in ospedale

Presso il Pronto soccorso del Policlinico San Donato Milanese nell’arco di una decina di giorni i casi di Covid sono raddoppiati. Il primario Saverio Chiaravalle spiega: «Tra gennaio e le prime settimane di febbraio abbiamo assistito a una tregua dell’epidemia con una media di circa tre pazienti contagiati al giorno, addirittura qualche volta per 24 ore non abbiamo visto alcun contagiato, mentre con fine febbraio siamo arrivato a 6 casi Covid e un giorno di settimana scorsa è capitato anche di visitare 10 pazienti. Del resto - osserva - la Lombardia è entrata in zona arancione proprio a fronte di dati che richiedono misure di contenimento dell’epidemia, di conseguenza anche noi purtroppo stiamo osservando la situazione cambiare». E comunque il primario fa presente che il reparto delle emergenze in questo momento sta continuando a visitare soprattutto i malati con altre patologie, a partire dai pazienti con urgenze cardiovascolari di cui peraltro il noscomio del Gruppo Rotelli è uno degli hub di riferimento di Regione Lombardia. «Hanno ripreso a tornare anche dei pazienti con patologie meno gravi che per la paura dei contagi ormai da mesi non si vedevano più - ricorda lo specialista -: il numero di accessi al pronto soccorso in generale è aumentato con oltre una cinquantina di ingressi giornalieri». Certo, sul nuovo trend di malati Covid che fa temere la terza ondata pesa l’enigma legato alle varianti del virus che essendo più contagiose secondo gli esperti nell’arco di 20 giorni potrebbero creare un nuovo picco dell’epidemia. «Noi alla fine curiamo i malati di Covid indipendente se il contagio sia o meno dovuto a una mutazione - ricorda il primario -, e su questo piano abbiamo ormai imparato a conoscere gli effetti del virus e a intervenire sulle conseguenze che comporta a partire da quelle di carattere respiratorio. Sicuramente - conclude -, rispetto ad un anno fa abbiamo più strumenti a disposizione anche in termini di cure farmacologiche che in una parte di casi hanno dato riscontri positivi. Ma in generale è fondamentale che i cittadini osservino attentamente le regole imposte per evitare il ripetersi di situazioni di forte criticità».


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