San Donato, presentato il nuovo comandante della polizia locale
Il comandante Ferdinando Longobardo con il sindaco Andrea Checchi

San Donato, presentato il nuovo comandante della polizia locale

È il 59enne Ferdinando Longobardo, già al comando a Limbiate e Lissone

Ferdinando Longobardo è il nuovo comandante della polizia locale di San Donato Milanese. In servizio da inizio anno, già da alcune settimane si sta confrontando con l’amministrazione per pianificare nuove azioni in materia di sicurezza urbana. 59 anni, laureato in giurisprudenza, da 30 anni funzionario presso la polizia locale di Milano e otto come Comandante dei Comuni di Limbiate e Lissone. In estrema sintesi è questo il curriculum professionale di Ferdinando Longobardo. «Sono venuto a San Donato - commenta il nuovo Comandante - per iniziare un nuovo capitolo della mia carriera professionale. Mi auguro di riuscire ad entrar subito in sintonia con tutte le anime della Città, mettendo a disposizione la mia esperienza e le mie capacità per instaurare una relazione virtuosa che consenta di creare una rete di conoscenze in grado di dare soluzione ai problemi quotidiani di sicurezza e di viabilità».

«Diamo il benvenuto al Comandante Longobardo - dichiara il sindaco Andrea Checchi, titolare della delega in materia di sicurezza -, professionista altamente qualificato per il ruolo che rivestirà a San Donato. In questi giorni, abbiamo già avuto modo di apprezzarne la competenza maturata sul campo nel corso di una carriera ultratrentennale e approfondita attraverso percorsi di formazione specifici. Con lui ci stiamo già confrontando sulle strategie da adottare per rendere più incisiva l’azione del Comune in materia di sicurezza urbana e per rilanciare il corpo di Polizia Locale, anche grazie alla selezione che, prossimamente, rafforzerà la PL con 5 nuovi agenti. Forze fresche che si andranno a sommare a quelle delle donne e degli uomini del Comando che, in questi mesi drammatici della pandemia, hanno svolto un lavoro prezioso per la Comunità, attività per cui siamo loro profondamente grati».


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