SAN DONATO Per ricordare il piccolo Federico Barakat scende in campo anche Javier Zanetti
Federico Barakat

SAN DONATO Per ricordare il piccolo Federico Barakat scende in campo anche Javier Zanetti

L’evento in programma sabato 30 ottobre, il bimbo venne ucciso dal padre in un ambiente che doveva essere protetto

C’è anche quello di Javier Zanetti, ex capitano dell’Inter e oggi dirigente sportivo, tra i volti che si “spendono” per un evento «straordinario e ricco di significati», una partita di calcio che vedrà in campo giornalisti e carabinieri, a “sfidarsi” nel nome di Federico Barakat, il bimbo ucciso nel febbraio del 2009 dal padre che avrebbe dovuto incontrare in ambiente protetto. A promuovere l’evento è infatti sceso in campo l’amatissimo campione simbolo di correttezza e impegno, che in un video diffuso sui social spiega di non poter essere presente fisicamente in campo ma invita a ad esserci in menoria del piccolo Federico, delle battaglie portate avanti dalla madre, Antonella Penati, e a sostegno della associazione che da dodici anni lotta in nome dei diritti dei più piccoli. Zanetti spiega così che «non potrò essere presente ma ci sarò con il cuore vicino ad Antonella e all’associazione “Federico nel cuore”». L’evento, in programma il prossimo 30 ottobre presso il Campo Sportivo U.S. Triestina di via Fleming 13, a Milano, con inizio alle 14,30, è promosso da “Federico nel cuore onlus”, associazione nata dalla volontà di Antonella Penati, madre di Federico, per portare avanti iniziative e campagne in difesa dei diritti dei più fragili, bambini e donne soprattutto. L’evento, a sottoscrizione libera, servirà a non dimenticare quanto accaduto e a ribadire la necessità di contrastare qualunque forma di violenza contro i bambini. Voluta in memoria del bimbo ucciso, la partita vede incontrarsi professionisti della comunicazione e tutori della legalità in nome del comune obiettivo, la diffusione della consapevolezza della necessità di tutela e protezione per i bambini, obiettivo che da dodici anni Antonella Penati si pone con l’associazione fondata nel nome del figlio. La partita del 30 ottobre ha anche come ulteriore obiettivo quello di continuare a promuovere l’educazione alla non violenza e al rispetto, anche attraverso lo sport e la cultura. L’appuntamento diventa anche occasione per tornare a parlare di diritti e tutele, dopo la “doccia fredda” ricevuta nei mesi scorsi, con il pronunciamento negativo della corte di giustizia che ha rigettato l’istanza avanzata dall’associazione che chiedeva un pronunciamento sul tema del rispetto dei diritti dei minori, diritti che nel caso di Federico, è la tesi sostenuta dai legali dell’associazione, non sarebbero stati garantiti.n


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