SAN DONATO «Oggi la cava di Sorigherio è il nuovo bosco della droga»

SAN DONATO «Oggi la cava di Sorigherio è il nuovo bosco della droga»

Situazione segnalata a forze dell’ordine e amministratori: «Attività illecite vicino alle case delle frazioni»

La cava di Sorigherio è diventata il nuovo boschetto della droga. Dopo il repulisti operato dalle forze dell’ordine a Rogoredo e poi nelle aree attigue alla stazione di San Donato, i banchetti dello spaccio si sono riposizionati lungo la linea 70 dell’Atm, da lì spacciatori e consumatori raggiungono il toxic park.

Una situazione esplosiva, che è stata segnalata alla prefettura di Milano e ai carabinieri, oltreché ai sindaci di San Donato e Milano. L’esponente sandonatese di Fratelli d’Italia Guido Massera, raccogliendo le segnalazioni dei cittadini, ha depositato un esposto denuncia, seguito anche da prese di posizioni da parte di altri gruppi e forze politiche. «Le attività di spaccio a cielo aperto – illustra Massera - si svolgono a pochi metri dalle abitazioni dei cittadini residenti nelle frazioni sandonatesi di Poasco e Sorigherio. Gli spacciatori hanno organizzato un banchetto per la vendita nei pressi della cava, che si raggiunge facilmente da via Unica Sorigherio, spesso frequentata da pescatori, ragazzi ed adulti di Poasco a passeggio. Considerando che ora è stato risolto il problema della zona di Rogoredo, è necessario che ci si attivi con tutte le contromisure necessarie per il contrasto del fenomeno di spaccio e consumo anche altrove».

Dello stesso tenore l’intervento del consigliere regionale Max Bastoni della Lega, del segretario Cristiano Vailati e di Vittoria Cappellini del comitato di quartiere che hanno evidenziato come la prima segnalazione al sindaco di San Donato Andrea Checchi «di questa pericolosa deriva sia stata fatta a giugno, in piena pandemia», ma «il Comune non solo non ha dato risposta ma non è nemmeno intervenuto in maniera tempestiva».

Secca la replica che è stata data dall’amministrazione comunale per bocca del vicesindaco Gianfranco Ginelli. «Da tempo e non da ieri – dichiara Ginelli – c’è la massima attenzione sul fenomeno dello spaccio. Ci confrontiamo quotidianamente con le forze dell’ordine per il presidio del territorio, ma per risolvere eventuali problematiche non c’è bisogno di strumentalizzazioni. Purtroppo, senza giudicare l’operato di altre forze politiche, mi sembra che si stia proprio facendo questo».


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