SAN DONATO I benemeriti del 2020 valgono di più: hanno lottato contro la pandemia VIDEO

SAN DONATO I benemeriti del 2020 valgono di più: hanno lottato contro la pandemia VIDEO

Cerimonia all’aperto per premiare chi ieri e oggi ha fatto crescere la città

Cerimonia tradizionale, ma che nell’anno della pandemia ha rivisto tempi e modi, e le civiche benemerenze 2020 diventano, per San Donato Milanese, anche e soprattutto occasione per ricordare, ringraziare e rinnovare l’impegno a «trasformare la tragedia del Covid in occasione per cambiare». Tenutasi all’aperto, e non come tradizionalmente avveniva, in sala consiliare, la consegna di benemerenze e attestati si è anche arricchita di testimonianze a ricordo di chi ha perso la battaglia contro il virus, «nemico sconosciuto, inaspettato e crudele» ma anche di gratitudine verso quanti hanno «tenuta dritta la barra consentendoci di superare tutti assieme un momento durissimo».

La cerimonia di consegna delle benemerenze a San Donato

Ecco così che il primo cittadino, Andrea Checchi, ha consegnato le benemerenze civiche che quest’anno sono andate a tre personalità amatissime in città: Alessandro Silva, storico dottore di medicina generale che da quasi 40 anni si occupa della salute dei sandonatesi; Sergio Rastelli, per oltre 30 anni dirigente del terzo circolo didattico di San Donato; Luciana Vitali Mazzei, docente e dirigente scolastica, promotrice di progetti di formazione, integrazione e orientamento. Targhe di riconoscenza alla memoria sono state assegnate ai due medici che, nonostante la prova durissima affrontata, «non si sono tirati indietro combattendo fino alla fine la violenza del virus che tante vittime ha fatto»: ricordati quindi con commozione ed affetto Roberto Lovotti, sandonatese che ha esercitato a S. Giuliano fino alla fine, e Marzio Zennaro, che pur prossimo alla pensione «ha svolto il suo servizio con estrema generosità fino ai suoi ultimi giorni».

Targhe alla memoria, poi, sono state assegnate anche al “comandante Pedro”, Piero Bellini delle Stelle, partigiano della Brigata Garibaldi, stretto collaboratore di Mattei, a Ferdinando Maioli, medico pediatra amatissimo in città, e a Giovanni Fabbricotti, sindaco di S. Donato dal 1975 al 1980. Ma a emozionare e unire ulteriormente la comunità sandonatese sono stati anche i tanti, «sentiti e dovuti» ringraziamenti che sono stati assegnati a chi, nel periodo dell’epidemia, «ha rappresentato importante punto di riferimento per l’intera comunità»: oltre ai medici del territorio, ringraziati uno per uno, sono stati consegnati attestati all’Arma dei carabinieri, alla polizia locale, alla Protezione civile, alla Croce Rossa, alla Caritas, al Centro aiuto alla vita, al Banco di solidarietà, al personale comunale e ai giovani che hanno messo a disposizione il loro tempo.


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