SAN DONATO AL VOTO - Si decide il “dopo Checchi”, tre nomi per ora papabili. Il centrodestra punta su Massera
Guido Massera

SAN DONATO AL VOTO - Si decide il “dopo Checchi”, tre nomi per ora papabili. Il centrodestra punta su Massera

Per Pd e alleati tra le opzioni possibili ci sarebbero il vicesindaco Gianfranco Ginelli e gli assessori Francesco De Simoni e Chiara Papetti

A San Donato Milanese dopo la discesa in campo ufficiale del candidato sindaco del centrodestra, Guido Massera, resta aperto il rebus riguardante la figura di centrosinistra che correrà alle amministrative per prendere il posto di Andrea Checchi. In base alle indiscrezioni che stanno trapelando, tra i papabili gira il nome dell’attuale vice sindaco Gianfranco Ginelli, nonché quelli degli assessori Francesco De Simoni e Chiara Papetti.

Pare che, su questi componenti dell’esecutivo attualmente al governo della città, all’interno del Partito Democratico siano in atto una serie di valutazioni che vengono condotte insieme alle forze di maggioranza, ovvero alla lista civica Noi per la città e ad Italia Viva che è attualmente rappresentata dall’assessore al bilancio Emanuele De Carolis. Sembra infatti che la nuova maratona alle urne faccia ancora leva sulla formazione uscente alla quale potrebbe poi aggiungersi un altro eventuale simbolo civico, sebbene per il momento non ci sia alcuna anticipazione in merito. Inoltre non è ancora stato sciolto il quesito riguardante la scelta che intraprenderà la cordata civica di Gina Falbo, attuale capogruppo in opposizione della lista “Insieme per San Donato”, che potrebbe decidere di tornare in campo senza alleanze, come aveva fatto nel 2017 (in cui aveva ottenuto tre seggi), in quanto che per ora le indiscrezioni non rivelano eventuali accordi politici in corso con la formazione di centrodestra. In ogni caso non sono in generale nemmeno escluse delle nuove sinergie in quanto sul territorio è ancora tempo di confronti. Certo, guardando al futuro, nei prossimi 5 anni dovrebbe prendere quota il piano da 800 appartamenti che sorgeranno nelle aree acquistate dal costruttore Caltagirone: un progetto a cui è legato anche il centro cittadino che prenderò forma nel Pratone.

Al tempo stesso entrerà in funzione il nuovo centro direzionale Eni e pertanto il Quinto Palazzo Uffici si svuoterà di circa 4.500 impiegati, i quali si trasferiranno nel moderno complesso appena realizzato, e quindi l’edificio di vetro attenderà nuovi “inquilini”. Un cambio di passo si prospetta anche per le sedi di Saipem e di Snam, altri due colossi che hanno già resa nota la decisione di lasciare San Donato: tutti processi, in capo a privati, che si troverà almeno in parte a governare la nuova amministrazione.


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