SAN DONATO Afghani in fuga dai talebani si nascondono dentro a un tir
La Polizia Stradale di San Donato impegnata in un controllo, sulla A4 hanno trovato degli afghani nascosti in un tir (archivio)

SAN DONATO Afghani in fuga dai talebani si nascondono dentro a un tir

Gli agenti della Stradale giovedì sera hanno trovato quattro persone durante un controllo in A4

Dall’Afghanistan alla Francia, nascosti sui camion in transito, per fuggire alle persecuzioni del regime talebano e conquistare la libertà in Europa. Era probabilmente il sogno di quattro giovani, due adulti e due minorenni, di Kandahar e dei villaggi vicini, che giovedì sera si è infranto nel Sudmilano: il loro viaggio è terminato in A4 a seguito dei controlli svolti dalla polizia stradale della sottosezione di San Donato. I due minorenni sono stati affidati a comunità per minori, mentre i due maggiorenni sono indagati come clandestini per l’ingresso irregolare in Italia, dove potranno comunque chiedere asilo. È stato lo stesso conducente del mezzo pesante che si è accorto della possibile presenza di qualcuno all’interno del semirimorchio: ha sentito dei rumori e ha avvertito il numero unico di emergenza per poi raggiungere la più vicina stazione di sosta e fermarsi, attendendo l’arrivo delle pattuglie della polstrada.

Non ha dovuto attendere molto, perché gli equipaggi di San Donato sono arrivati solo pochi minuti dopo e, ascoltato il camionista, hanno ispezionato il semirimorchio. All’interno, nascosti tra la merce trasportata, hanno individuato quattro cittadini afghani. Gli “inquilini abusivi” del camion non parlavano italiano e, ascoltati dagli agenti, non è stato possibile ricostruire con certezza in che modo sono saliti sul camion e dove lo hanno fatto. Il camion, proveniente dalla Bulgaria, era diretto a Torino. Ma, da quanto è stato possibile comprendere dalle poche parole pronunciate, i quattro afghani erano diretti Oltralpe, dove avrebbero trovato amici e parenti ad aspettarli. Potrebbero essere saliti sul camion fermato nel Sudmilano in Italia o addirittura in Bulgaria, ma avrebbero comunque dovuto trovare un nuovo “passaggio” per raggiungere la meta agognata. Dopo essere stati fotosegnalati, controllato il buono stato di salute, in minori sono stati affidati a una struttura e gli adulti indagati per l’ingresso irregolare in Italia.


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