SAN COLOMBANO Un distretto del cibo per il futuro della collina

SAN COLOMBANO Un distretto del cibo per il futuro della collina

Sono già una quarantina le aziende di vari settori pronte a concorrere per il progetto

Verso il distretto del cibo del Parco collinare di San Colombano. Il progetto del Plis della collina avanza, già contattate una quarantina di aziende del settore agro-zootecnico e turistico-gastronomico che potrebbero unirsi per cercare forme di contributi da parte degli enti superiori e nuovi progetti di sviluppo per l’area. Obiettivo arrivare ad accreditarsi la prossima primavera con Regione Lombardia, anche per avere tempo di rodare la macchina e prepararla a cogliere le occasioni che arriveranno con le Olimpiadi invernali 2026 di Milano e Cortina. Il distretto riguarderà tutti i Comuni aderenti al Plis della collina, San Colombano, Graffignana, Sant’Angelo, Miradolo e Inverno e Monteleone. «Abbiamo già contattato quasi tutte le imprese che possono rientrare tra quelle del distretto del cibo e nelle prossime settimane concluderemo i contatti: almeno in forma preliminare abbiamo raccolto numerose manifestazioni d’interesse – spiega il presidente del Parco della collina di San Colombano Pier Borella -. Le amministrazioni comunali ci hanno dato finora grande supporto. Ora è il momento di stringere sul progetto, anche con l’aiuto di consulenti esperti, e poi andare a raccogliere le adesioni effettive». Lavoro che, limitazioni anti-Covid permettendo, dovrebbe essere svolto in questo inverno. «Noi stiamo provando a costruire tutta la cornice necessaria e la struttura, poi i contenuti dovranno essere messi direttamente dalle aziende aderenti – continua Pier Borella -. Il protagonismo delle imprese è un requisito fondamentale per i distretti, e si deve tradurre in iniziative e progetti specifici su cui poi andare a cercare finanziamenti di enti superiori e occasioni per lo sviluppo». Sono state contattate aziende agricole e zootecniche, tutte le cantine vitivinicole della collina, ma anche produttori della filiera agro-alimentare, ristoranti, bed & breakfast e alberghi. «Le sinergie che possono nascere hanno la finalità di cogliere tutte le opportunità, in particolare sul turismo di prossimità – conclude Pier Borella -. Milano è un bacino grandissimo per noi, e si può sfruttare meglio questa vicinanza. Nel 2026 ci saranno le Olimpiadi invernali, che muoveranno investimenti e grandi flussi di turisti. Riuscire a introdursi in quel filone è un obiettivo primario, perché numeri per Milano marginali potrebbero fare la differenza per la nostra piccola zona. Ora l’importante è che ci credano le imprese, senza di loro il progetto non ha senso».


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