S. ANGELO È positiva e la costringono a fare una lunga coda al Cup
L’attesa davanti all’ingresso del Cup all’ospedale Delmati lunedì mattina

S. ANGELO È positiva e la costringono a fare una lunga coda al Cup

Al Delmati un nuovo caso dopo quello di venerdì scorso 

A peggiorare la situazione è stato un tilt al sistema informatico, problema non nuovo per gli utenti in attesa di prestazioni al Cup dell’ospedale Delmati di Sant’Angelo. E che ha fatto lievitare il tempo di permanenza della signora in coda, esterrefatta per quanto stava vivendo e decisa di riprendere tutto, smartphone alla mano.

Trentacinque minuti di attesa, ieri mattina, per una santangiolina positiva al Covid-19, allo sportello Cup dell’ospedale, al piano interrato. La donna aveva raggiunto il presidio per una visita all’ambulatorio Covid e arrivata sul posto - il locale dedicato è stato individuato al piano terra dell’ospedale, con un accesso diretto, senza quindi entrare all’interno della hall - è stata avvisata del fatto che avrebbe dovuto raggiungere il Cup per il pagamento del ticket della visita, come tutti gli altri utenti, anche se positiva.

A quel punto la donna ha deciso di registrare foto e video fuori dal Cup, riprendendo le persone in attesa, e a cui avrebbe dovuto avvicinarsi, per poter raggiungere poi lo sportello ed effettuare il pagamento. La criticità era già emersa nella giornata di venerdì, grazie alla denuncia del marito, anch’egli positivo al Covid inviato al Delmati per la visita all’ambulatorio-Covid. E l’uomo aveva deciso di denunciare tutto pubblicamente, chiamando “il Cittadino”, perché il problema fosse risolto nell’immediato e non ci fossero altre situazioni di rischio. L’Asst di Lodi, per voce del direttore generale Salvatore Gioia, aveva già annunciato che la situazione era stata presa in carico dalla direzione generale e dalla direzione socio-sanitaria e sarebbe stata risolta a con l’invio di personale amministrativo per la gestione delle pratiche burocratiche all’ambulatorio Covid, evitando così la commistione tra gli utenti in attesa al Cup e i positivi, rafforzando così la sicurezza.

«Quando però mia moglie è arrivata sul posto e si è trovata nella stessa situazione, abbiamo deciso di risollevare il caso, perché ogni utente in più che viene inviato qui è un rischio per tutti gli utenti - aggiunge l’uomo, che presenterà anche un esposto scritto all’Asst di Lodi - : questa situazione deve essere risolta immediatamente. Non si può attendere ancora. Noi siamo senza parole». Al Cup del Delmati era già emersa la difficoltà per gli utenti di avvicinarsi al servizio rispettando le norme di distanziamento sociale, complice l’assenza di un display o di un sistema di avviso sonoro sul numero chiamato. Con il risultato che chi è in coda fuori, cercava di avvicinarsi alle porte, come gli altri utenti, per cogliere il numero chiamato sbirciando all’interno della sala. La gestione Covid - anche interna al presidio, con la creazione del reparto di sorveglianza - è stata al centro della protesta della Fisi del Lodigiano, che a fine ottobre ha organizzato anche una fiaccolata statica in piazza Caduti, nel centro cittadino.


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