Russo, l’anestesista di Lodi   alla guida del comitato mondiale
Da destra, i medici Gianluca Russo e Vito Torrano con il professor Gildo Santangelo

Russo, l’anestesista di Lodi

alla guida del comitato mondiale

Il medico dell’ospedale Maggiore porta la sua esperienza nel gruppo scientifico internazionale che si occupa di medicina del dolore

Il medico dell’ospedale di Lodi Gianluca Russo, 40 anni, nominato ai vertici del comitato per la medicina del dolore della federazione mondiale degli anestesisti, la World Federation of Societies of Anesthesiologists. Parole di ringraziamento da parte di Russo sono arrivate per Flavia Petrini, la presidente della società italiana degli anestesisti, la Siaarti, , che ha supportato la sua candidatura.

A Lodi Russo è responsabile dell’ambulatorio di terapia del dolore. Nel 2009, è approdato a Lodi, dove vive, con la sua famiglia, dopo essersi formato in Canada, alla McGill university di Montreal, con il professor De Tran. Era arrivato per la specialità. Ad inviarlo era stato il suo professore e grande maestro dell’università Magna Grecia di Catanzaro Gildo Santangelo.

La sua candidatura era stata presentata prima dell’esplosione del coronavirus e due giorni fa è arrivata la nomina. «Sono soddisfatto per il riconoscimento - ha detto il dottor Russo -, perché significa riconoscere il lavoro fatto in Italia nel campo della anestesia loco regionale e della terapia del dolore. Speriamo di dare il nostro contributo a livello mondiale». Il comitato internazionale, nel quale Russo è l’unico rappresentante italiano tra 16 esponenti, ha l’obiettivo di promuovere la sicurezza in anestesia, la diffusione delle tecniche migliori e la sensibilizzazione sul tema della terapia del dolore.

«Ci sono zone del mondo dove alcune tecniche per il trattamento del dolore - annota il medico - non si sono ancora sviluppate. Lo sviluppo, nel campo del dolore, deve essere multidisciplinare, sia nel trattamento ambulatoriale che in quello chirurgico».

Gli obiettivi da portare avanti non mancano. «Esiste un progetto mondiale denominato Basic pain, ma bisogna implementarlo - annota l’anestesista dell’ospedale Maggiore -. Il comitato della federazione punta a sensibilizzare e formare tutte le figure professionali sulla tematica del dolore, nell’ambito ospedaliero e territoriale, medici e infermieri».

La prossima riunione del comitato sarà per via telematica, mentre il primo appuntamento de visu sarà il congresso di settembre 2021, a Praga.

L’ospedale di Lodi, con i suoi anestesisti e rianimatori è all’avanguardia: «Abbiamo formato diversi colleghi all’uso dell’ecografo, in tutti gli ambiti, sia in anestesia loco regionale che nella terapia del dolore, nel campo perioperatorio e nel trattamento del dolore cronico, nell’ambito della medicina territoriale - ammette il neonominato dottore -. In certe zone d’Italia e in certi paesi d’Europa c’è ancora molto lavoro da fare. La realtà di Lodi però si è mostrata all’avanguardia. Ha formato molti colleghi. Il primo corso di formazione, a Lodi, è stato organizzato nel 2010, il primo congresso, a Lodi, invece, sull’uso dell’ecografo nella terapia loco regionale, è stato promosso nel 2012. Poi abbiamo continuato». Il congresso che avrebbe dovuto svolgersi, quest’anno, nel mese di aprile, a Lodi, si svolgerà, invece, il 29 settembre, a Niguarda. Le tecniche saranno mostrate dalla sala operatoria di uno degli ospedali più prestigiosi d’Italia, grazie alla collaborazione con l’ex anestesista di Lodi, Vito Torrano, che ora lavora a Niguarda.

«La cosa che mi sta a cuore è la crescita della sensibilità di tutto il mondo sanitario sul tema del dolore. Essere sensibili al dolore - ammette Russo - migliora anche l’esito della cura, sia nell’ambito della chirurgia maggiore che nell'ambito del percorso di cura oncologico. A Lodi siamo un punto di riferimento a livello nazionale, considerati affidabili per la società scientifica. Da Lodi sono passati tanti anestesisti a imparare che poi, a loro volta, sono diventati dei formatori nei vari ospedali d’Italia e non solo».


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