I “fantasmi” del boschetto di Rogoredo salvati dagli angeli di don Chino

I “fantasmi” del boschetto di Rogoredo salvati dagli angeli di don Chino

In quattro mesi mille persone intercettate, in cento si sono fatte aiutare e 12 sono entrati nella comunità diretta dal sacerdote

In circa quattro mesi gli operatori che hanno varcato il pericoloso confine del boschetto di Rogoredo hanno teso la mano a migliaia di tossicodipendenti, di questi un centinaio ha scelto di disintossicarsi e 12 sono entrati nella Comunità di don Chino Pezzoli. Non solo. Nei tre giorni alla settimana in cui è stato loro offerto cibo e aiuto sono stati anche effettuati oltre di 300 interventi di assistenza e in 3 casi è stata salvata la vita a eroinomani in stato in overdose.

Dalla fine di giugno la presenza di operatori all’interno dell’area di spaccio di via Sant’Arialdo si è ridotta a due volte alla settimana in attesa che decolli un nuovo progetto - previsto per il periodo 2019 - 2020 - coordinata dal prefetto di Milano e promossa in sinergia con una serie di istituzioni. L’obbiettivo è attivare costantemente presso il boschetto dei presidi per la riduzione del rischio, nonché garantire la presenza di alcuni medici del Sert oltre ad assistenti sanitari per 6 ore al giorno.

«Siamo in attesa dei fondi di Regione Lombardia per fare partire il nuovo piano che dovrebbe essere più strutturato - spiega Giancarlo Barbera, operatore della realtà di Don Pezzoli -, noi saremo sempre a disposizione e potremmo anche potenziare gli aspetti organizzativi, ad esempio adattando un camper di cui siamo già in possesso».


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