«Riscoprire i beni del territorio»

«Riscoprire i beni del territorio»

Nata a Lodi nel 1967, Cristiana Boienti è laureata in architettura ed è iscritta all’ordine degli architetti di Lodi, anche se esercita a Milano, come consulente di un grande studio associato. È specializzata in progettazione di uffici e sviluppo di catene di negozi. Dopo alcune esperienze politiche giovanili si è concentrata sulla professione e non ha più svolto attività. Vive con la figlia adolescente a Lodi. È al n. 8 nella lista per la Camera della circoscrizione Lombardia 3.

Come è nata la candidatura?

«In modo molto spontaneo: credo che in generale bisogna fare qualcosa per la città in cui si vive, per la società e per migliorare la situazione di declino che stiamo vivendo. Con la candidatura penso di portare un piccolo contributo a fare bene, soprattutto con riguardo all’aspetto della vita femminile. Credo che le donne possano portare un buon apporto alla società».

Quanto è importante il legame con il territorio?

«È fondamentale, intanto perché comunque le elezioni avvengono proprio su base territoriale. Vieni eletto nel tuo territorio. Poi nel caso di elezione, si può fare tanto per il Lodigiano. Abbiamo basi importanti che hanno bisogno di essere ri-valorizzate. Ci sono tanti aspetti che sono stati trascurati e che meritano invece di essere ripresi».

Quali per esempio?

«Sul territorio abbiamo dei valori storico-artistici e architettonici di grande rilevanza. Si può decisamente valorizzare il turismo, legando il nostro territorio a logiche e attività provenienti anche da fuori. Si è cercato di fare ma non c’è ancora un sistema adeguato. So che non è semplice, ma proprio per questo è necessario un piano complessivo. E accanto a questo, insieme a questo, c’è tutto il patrimonio del commercio da valorizzare».

Il commercio nel Lodigiano non è adeguatamente supportato?

«Prendo atto del fatto che i commercianti si considerano lasciati in disparte e si lamentano della situazione che c’è. La provincia di Lodi non è tra quelle più importanti, e forse paghiamo un po’ questa situazione, ma bisogna sostenere il commercio».

Ritieni che la Provincia di Lodi debba essere accorpata ad altre per valorizzare meglio le proprie risorse?

«Un’aggregazione con altre province non sarebbe da scartare, ma bisogna vedere con chi e come. Il processo di aggregazione che era stato lanciato con Cremona e Mantova non accontentava molto il Lodigiano. Province lontane e che non possono darci molto. C’è bisogno di una riflessione su questi temi, ma non si possono snaturare i territori».

Sei molto orientata al territorio?

«Assolutamente sì. Sono cresciuta qui e ci vivo. Se andassi a Roma cercherei di mettere a disposizione del territorio la mia preparazione culturale prima di tutto. Penso al turismo e alla valorizzazione dei nostri beni, ma penso anche alle infrastrutture. Sono pendolare, sebbene non a tempo pieno, e tocco con mano i problemi delle ferrovie. Il Lodigiano è una terra di tanta pendolari, e questo è uno degli aspetti da sistemare per primi».


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