Riscaldamento acceso e finestre aperte in consiglio comunale a Lodi: «Lo impone il virus»
La loggia della sala consiliare (Foto by Borella)

Riscaldamento acceso e finestre aperte in consiglio comunale a Lodi: «Lo impone il virus»

Protesta delle opposizioni: «È uno spreco, torniamo alle sedute in streaming o usiamo la tecnologia per disinfettare l’aria»

In consiglio con le finestre spalancate per evitare le infezioni del virus. Sono le disposizioni in vigore per le sedute dell’assemblea comunale, ribadite dopo l’accensione dei riscaldamenti. Una misura che ha scatenato la protesta dell’opposizione. I Cinque Stelle hanno deciso di non partecipare alla seduta di ieri sera in Broletto. «Dopo 8 mesi dall’inizio della pandemia questa amministrazione non è in grado di organizzare sedute in sicurezza - dichiara Massimo Casiraghi dei 5 Stelle -. In molti consiglieri infatti avevamo chiesto che con l’arrivo dell’autunno le sedute avvenissero in streaming, ma tutte le richieste sono come sempre cadute nel vuoto». Poi il capogruppo pentastellato Luca Degano, guarito dal Covid ma ancora alle prese con le complicazioni che purtroppo questa malattia spesso lascia, spiega: «Per motivi di salute il medico mi ha detto di evitare assolutamente di prendere colpi d’aria. È impensabile per me poter stare 6 o 8 ore seduto davanti ad una porta aperta per far circolare l’aria. Ho fatto presente questo problema di salute ma è stato completamente ignorato. Non c’è stato nemmeno un’attivazione per cambiarmi di posto così da non dover stare davanti alla porta spalancata che dà sul balcone». Critico anche Francesco Milanesi di Lodi Civica: «Il protocollo per la sedute del consiglio comunale in presenza prevede che ci siano le finestre aperte e il riscaldamento acceso (climatizzazione e caloriferi). L’aula non può essere utilizzata con le finestre chiuse. Appare in modo chiaro come sia una contraddizione enorme che va a generare uno spreco di risorse e di soldi. Esistono le possibilità per evitare tutto questo con l’aiuto della tecnologia. Invece il presidente Cerri e i gruppi della Lega e di Maggi non hanno voluto sentire ragioni e costringono a sprecare i soldi per riscaldare una sala che deve tenere le finestra aperte». Di fronte a questi rilievi il presidente del consiglio Eugenio Cerri ha annunciato che «per le prossime sedute si valuteranno altre modalità, tra cui lo streaming».


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