Risanare la roggia Molina costerà un milione e mezzo

Risanare la roggia Molina costerà un milione e mezzo

Il canale inquinato come una fogna, in arrivo anche una nuova idrovora contro le piene

Pulizia completa dell’alveo, “sul cui fondo è depositato uno strato con composizione chimica analoga a quella dei sedimenti fognari”, e realizzazione di un sistema automatizzato di chiuse e pompe idrovore per assicurare il deflusso anche in caso di piena e/o precipitazioni eccezionali: è il piano da un milione e 650mila euro per la roggia Molina che il Comune di Lodi ha varato, partendo da un finanziamento statale deliberato l’estate scorsa dal Cipe nell’ambito degli “interventi immediatamente cantierabili”. In tempi record sono stati acquisiti tutti i pareri degli enti coinvolti, Parco Adda Sud e Anas compresi, e il Broletto sarà l’ente attuatore. La conferenza dei servizi si è conclusa settimana scorsa.

La Molina, oggetto di un’annosa controversia per il fenomeno delle esondazioni inquinanti nei fondi di un agricoltore in zona Selvagreca, è considerata un fattore di rischio in caso di piene dell’Adda che superino i 2,3 metri sullo zero del ponte Napoleone Bonaparte. Nel 2002 si era arrivati a più 3,47, con conseguente alluvione anche dei terreni a valle del terrapieno della tangenziale San Bernardo - Fontana.

In tanti notarono che proprio il rilevato della tangenziale con il nuovo ponte avevano costituito una “diga” che dopo tanti anni aveva fatto rivivere a Lodi l’incubo dell’alluvione storica del 1976, quando il Borgo “andò sotto”.

La progettazione del sistema di chiuse e idrovore, che comprende anche un nuovo collegamento Sandona - Molinetta - Molina, si basa su un impianto di sollevamento che sarà realizzato nel punto in cui la tangenziale est di Lodi sovrappassa la Molina ed è stata elaborata dallo studio Hydra di Mjilano dell’ingegner Silvio Rossetti, che si era già occupato di diversi interventi tra i quali l’abbassamento della briglia sull’Adda.

La Molina è una roggia che arriva da Montanaso, entra in città a Torretta (dove c’è il magazzino edile Ceresa), arriva sotto il Torrione, passa a 10 metri sotto i giardini del Passeggio e quindi, con una cascata tombinata a fianco della scalinata Federico Ii, raggiunge Selvagreca. Nel suo percorso accoglie anche alcuni scolmatori fognari e poi le acque in uscita dal depuratore Sal del Costino. In caso di piena l’Adda non riceve più le sue acque, così come per le rogge Gaetana, Mozzanica e Gelata, già dotate di chiaviche, e della Valentina, che ia invece una paratoia. «Sarà un passo avanti significativo per proteggere Lodi dalle piene», osserva l’assessore alla protezione civile Stefano Buzzi.


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