«Questi lupi sono di passaggio, gli servono più boschi e prede»
Un lupo fotografato da Emanuele Intropido alle Monticchie di Somaglia

«Questi lupi sono di passaggio, gli servono più boschi e prede»

Dopo gli avvistamenti i sindaci però temono per caccia e allevamenti

Lupi a spasso per le campagne della Bassa: il territorio lodigiano si interroga, fra stupore e preoccupazione. Dopo l’investimento di un esemplare avvenuto una settimana fa lungo la strada provinciale 27 a Maleo, nei giorni scorsi altri tre lupi infatti sono stati ripresi mentre correvano per le campagne di San Rocco al Porto.

«Per ora non ci sono prove di riproduzione locale di questi lupi e personalmente lo ritengo difficile, anche perché i nostri animali sono tutti giovani che si disperdono - osserva Luca Canova, zoologo -; tuttavia non si può escludere niente: nelle “valli” di Argenta (Ferrara), che sono lagune in una pianura ancora più pianura della nostra, nel 2020 una coppia ha avuto 5 cuccioli che sono sopravvissuti, ma in quella zona vi sono molti ungulati (cinghiali), da noi è diverso e la disponibilità di prede è molto più bassa, credo che da noi i lupi passino e poi o raggiungono la catena alpina o muoiano».

È cauto Antonio Boselli di Confagricoltura: «Al momento non ritengo siano un problema, perché si tratta di lupi sporadici, inoltre la nostra pianura non offre zone boschive in cui possano nascondere».

La situazione tuttavia resta da non sottovalutare. «La settimana scorsa ho registrato preoccupazione fra i malerini, specie da parte di chi è abituato a passeggiare in campagna, e degli allevatori – sottolinea il sindaco di Maleo Dante Sguazzi, che è anche imprenditore agricolo -: io non ho un allevamento, però alcuni allevatori mi hanno contattato perché preoccupati del fatto che i lupi potrebbero attaccare vitelli o animali da cortile; credo che non ci si debba preoccupare per eventuali attacchi alle persone, perché il lupo è un animale schivo, non cerca l’uomo, invece di possibili attacchi ad animali un po’ sì - continua Sguazzi -; quanto al fatto che i lupi possano fermarsi, francamente il loro habitat è la collina, la montagna, se i lupi si sono spinti fino a qui presumibilmente dal Piacentino è perché sono a caccia di prede: caprioli, cinghiali, nutrie e piccole lepri».

Matteo Delfini, sindaco di San Rocco sembra tranquillo: «Al momento fra la gente registro più curiosità, più ammirazione, perché non è una cosa che capita tutti i giorni vedere dei lupi».

Come dichiarato in occasione dell’avvistamento dei lupi in zona sanrocchina invece per il sindaco di San Fiorano Mario Ghidelli, esperto cacciatore, il problema all’orizzonte c’è: «Con i lupi cominceranno a sparire caprioli e lepri per non parlare dei guai nelle cascine».n


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