Questa nostra Italia divisa e stanca

Dopo aver sentito che il processo Ruby è iniziato con una udienza durata meno di dieci minuti, che è stato rimandato al 31 maggio…. Dopo aver visto in T.v. i manifestanti schierati davanti al Palazzo di Giustizia che osannavano a Berlusconi e le controparti che gridavano le sue “dimissioni”, i suoi “vergognosi atteggiamenti” mi è spuntato un senso di tristezza. Mi è venuto spontaneo pensare a ciò che dovrebbe essere un “processo” davanti ai magistrati. Quale l’atteggiamento fondamentale e primario dovrebbero assumere i giudici? Quale il clima più adatto, da creare, per lo svolgimento del percorso giudiziario? I giudici - a mio parere e così vuole la normativa – dovrebbero appurare i fatti, scoprire le implicazioni giuridiche previste e determinate dalle leggi in vigore, assumere gli atteggiamenti il più possibili vicini all’obbiettività, senza lasciarsi influenzare da nessuno, cercando di stare lontani da ogni pressione per formulare un giudizio seriamente motivato e imparziale.

Purtroppo il clima che si è creato nell’opinione pubblica è tutt’altro che favorevole ad un andamento obbiettivo e sereno del procedimento giudiziario.

I mass-media si sono a loro volta fortemente schierati, sempre più in cerca delle interpretazioni predeterminate e producendo un contesto tutt’altro che favorevole ad un pronunciamento obbiettivo ed imparziale.

E il Parlamento? Mi è capitato di sentire voci tra la gente comune e il giudizio è impressionante. La maggior parte delle persone si dice disgustata dal modo con il quale si svolgono le sedute.

Ancora più duro il giudizio sui riferimenti al caso Ruby e contorni. Con qualcuno è stato possibile un dialogo ragionato e la sostanza del dire si condensa in tre punti.

Il primo. Non si possono certo giudicare positivi i comportamenti del Premier, le sue barzellette, i suoi modi di reagire di fronte alle accuse.

Ma c’è anche chi dice che sono tanti gli operatori politici che hanno comportamenti simili, dei quali nessuno parla.

Occorre dunque distinguere l’agire secondo i compiti richiesti dalle posizioni istituzionali occupate dall’agire personale privato, più o meno messo in piazza. Il Parlamento non sa distinguere, mette tutto sullo stesso piano.

Secondo.

Sono molti coloro che pensano che Berlusconi sarebbe meglio metterlo da parte.

Ma non si vede chi lo potrebbe sostituire, chi avrebbe il consenso della maggioranza degli italiani.

Le opposizioni, purtroppo, sono unite nel parlare contro di lui, ma lontane dal proporre una prospettiva e un programma di governo capace di fare unità e di risolvere i grossi problemi del Paese che sono sul tappeto.

Terzo punto. Quando ci saranno le elezioni?

Una parte molto rilevante degli interlocutori afferma di essere molto incerta sul da farsi e che molto probabilmente non andrà a votare.

Quali dunque le conseguenze del caso Ruby?

Del modo con cui è stato trattato?

Il tono? Il metodo dei dibattiti?

Si cercherà soprattutto di rispondere con forza al bene e alle necessità di questa nostra Italia stanca, divisa, e senza prospettive?


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