Quanti alberi feriti, dopo il maltempo la foresta di pianura sembra un cimitero
Alberi caduti alla foresta di pianura (foto Ribolini)

Quanti alberi feriti, dopo il maltempo la foresta di pianura sembra un cimitero

I segni della tromba d’aria evidenti anche nel bosco del Belgiardino

Un “cimitero” di alberi schiantati. La foresta di pianura, al suo maestoso ingresso, si presenta così. La tromba d’aria che quest’estate ha colpito duramente il Lodigiano (e non solo) ha lasciato dietro di sé una scia di piante sradicate, sia alla foresta di pianura sia nel bosco del Belgiardino. Un patrimonio che il territorio non può permettersi di perdere, anche alla luce dei dati sullo smog, che confermano una concentrazione delle polveri sottili spesso fuorilegge.

Nella giornata di ieri abbiamo fatto un sopralluogo alla foresta di pianura, raggiungibile imboccando strada Vecchia Cremonese. I cartelli che indicano la sua presenza quasi non si leggono più, camminando lungo la discesa si possono osservare in continuazione piante cadute e rami spezzati. L’area pic nic è praticamente svanita, è stata travolta dal crollo dei tronchi. Il tavolo in legno in parte si è salvato, ma è danneggiato, così è stato spostato di qualche metro, ma le assi utilizzate come panchine si sono rotte. L’accesso al sentiero che dall’area pic nic si dirama nella foresta di pianura è completamente sbarrato da un gigantesco platano, finito a terra insieme ad altri “compagni”, ed è praticamente sommerso di rami.

Anche percorrendo la strada che porta al bosco del Belgiardino, nel tratto lungo l’Adda, è facile individuare i numerosi alberi caduti.

Nel parcheggio del ristorante Il Faro, il materiale che si era accumulato la scorsa estate è stato rimosso e alcune essenze sono state già piantate. Sul sentiero che porta all’Adda oppure al canale Muzza, i danni della tromba d’aria si susseguono e ci si chiede come sarà possibile sostituire i tronchi che non ci sono più.

È di questi giorni l’invito ai sindaci a piantare alberi e a investire sul verde, partito da Ferruccio Pallavera, rilanciato dall’ex primo cittadino di Orio Litta Pierluigi Cappelletti e poi promosso dal «Cittadino» tra gli amministratori di Lodigiano e Sudmilano. Di fronte alla furia del maltempo, ai cambiamenti climatici, all’inquinamento e alle richieste dei cittadini, piantare alberi è come regalare speranza (e ossigeno).


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