Progetto di cohousing a Codogno: quando casa fa rima con solidarietà
Lavori in corso nella canonica di Codogno

Progetto di cohousing a Codogno: quando casa fa rima con solidarietà

A fine mese pronte le cinque camere messe a disposizione dalla parrocchia di Santa Maria della Neve

Con le corse dei pullman ridotte dopo la chiusura delle scuole, Barry Hamidou fa Castiglione-Codogno in bicicletta quattro volte il giorno tutti i giorni pur di tenersi stretto il posto di lavoro. Ha imparato in fretta, come con l’italiano, e all’Officina dei Talenti è l’addetto agli assemblaggi.

Sembra passato un secolo dal suo arrivo in Italia quattro anni fa dalla Guinea e dall’accoglienza allo Sprar di Castelnuovo, poi l’opportunità di entrare all’Officina che gli ha consentito di trasferirsi a Castiglione dove divide una stanza con un connazionale. A fine mese sarà lui il primo ad abitare la canonica della chiesa di Santa Maria della Neve in via Roma a Codogno che la parrocchia ha dato in comodato gratuito alla cooperativa per il progetto “Mettiamo su casa”: rivolto ai lavoratori come Barry Hamidou che vivono fuori città e ai ragazzi autistici assunti che avvieranno un percorso di autonomia.

Le camere sono in tutto cinque, per cinque coinquilini, e da settimane soci e volontari sono al lavoro per sistemarle e portare quello che serve a renderle funzionali. «Dopo il lavoro l’abitare è un elemento rilevante della vita adulta come lo è il tempo libero. Per i nostri ragazzi è una bella occasione per mettersi alla prova in quello che è un loro desiderio di andare ad abitare da soli, vicino al lavoro - spiega Paola Pozzo, tra i fondatori dell’Officina dei Talenti -. L’essere in una posizione così centrale potrà facilitarti nel vivere la comunità, e poi non li lasceremo soli, ci siamo noi e ci sono i genitori».

Come Bruno, papà di Marco che è uno dei ragazzi autistici che proveranno l’esperienza di cohousing sociale, il quale si è incaricato di ritinteggiare i locali. Sa quanto è importante per il figlio provare a gestirsi da solo, lo è per la sua vita da adulto, e si è subito prestato a dare una mano per quello che sa fare. Quello che poi hanno fatto nel loro piccolo mamme, papà e soci, consci che “Mettiamo su casa” spalanca davvero un orizzonte nuovo. Parla di futuro. È così per Barry che si accinge all’ennesima svolta di vita, lo è per Marco che imparerà a misurarsi con se stesso e acquisirà nuove competenze, lo sarà per gli altri tre ragazzi che si uniranno a loro.

L’Officina dei Talenti cullava da tempo questo sogno e grazie al sostegno della parrocchia è a un passo dal diventare realtà. «Il progetto è autofinanziato e se qualcuno volesse darci una mano gli saremmo grati - osserva Pozzo -. Possono mandarci una mail a [email protected] oppure chiamarci allo 0377.435418». Oltre ad aiuti in denaro per coprire le spese dei lavori, servirebbero un divano e un ombrellone per l’esterno. “Casa” è dove ti senti protetto e in pace, “comodo” in un mondo che non lo è.


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