Prime interrogazioni e registro elettronico, le scuole in zona rossa si sono già attrezzate

Prime interrogazioni e registro elettronico,

le scuole in zona rossa si sono già attrezzate

Si potenzia l’azione della didattica a distanza per gli studenti della Bassa

Emergenza coronavirus: le scuole restano chiuse, la didattica continua a viaggiare sul web. Tra lezioni online, compiti inviati su registro elettronico e piattaforme digitali, meeting di classe tramite collegamenti a computer. Metodologie di “didattica a distanza” che gli istituti superiori della zona rossa della Bassa avevano già attivato la scorsa settimana e che adesso, con la chiusura prorogata al 15 marzo, potenziano nel loro raggio d’azione.

Un esempio su tutti: le prime interrogazioni via web, con alunni e docenti “faccia a faccia” nello schermo di un computer.

«Alcuni docenti hanno iniziato ad interrogare via web, è vero, portando avanti la programmazione anche da questo punto di vista – conferma la dirigente del liceo Novello di Codogno Valentina Gambarini - . Diverse discipline necessitano però di verifiche scritte, che a distanza non possono essere effettuate. Questo farà si che al rientro dovrà essere attivata tutta una fase importante di recupero di momenti di verifica scritta».

Per la didattica a distanza Gambarini si dice «soddisfatta, ci stiamo gestendo abbastanza bene: abbiamo implementato gli strumenti del registro elettronico, i docenti hanno a disposizione piattaforme specifiche di didattica, con la possibilità di fare lezione on line o in differita». Tutte possibilità sfruttate anche dall’istituto Cesaris di Casalpusterlengo dove la dirigente Teresa Cigolini elogia gli sforzi messi in campo dal corpo docente.

«Sono in costante contatto con il team del digitale e non si segnalano problematiche particolari – sottolinea - . Più che per le interrogazioni, ritengo che queste settimane debbano impiegarsi soprattutto per portare avanti il programma e per le esercitazioni, con le verifiche rimandate al rientro».

Di certo, in un comunicato la dirigente ha chiesto analogo sforzo a studenti e famiglie.

«Agli studenti ho ricordato che la didattica a distanza è scuola a tutti gli effetti e come tale richiede impegno. Alle famiglie ho chiesto di verificare che i propri figli non sprechino queste occasioni di didattica».

Riflessioni condivise anche dalla dirigente Antonia Rizzi dell’Istituto d’istruzione superiore di Codogno (professionale Ambrosoli e Calamandrei a Codogno e Merli a Lodi): sul sito della scuola ieri una sua lettera aperta agli studenti ha invitato quest’ultimi «a prendere sul serio la didattica a distanza, l’uso delle cartelle condivise, del quaderno elettronico, delle piattaforme didattiche, delle comunicazioni dei docenti tramite email o gruppi Whatsapp, delle verifiche a distanza che i docenti potranno eventualmente programmare». Diverse discipline dell’Iis, peraltro, hanno ampia parte di esercitazione pratica «e sarà necessario uno sforzo di recupero al rientro», anticipa Rizzi.

Una sottolineatura, questa, condivisa anche dal preside Antonello Risoli dell’istituto agrario Tosi: tra piattaforma digitale Gsuite, registro elettronico, collegamenti via Skype, la didattica a distanza «procede senza particolari problematiche. Importante lo sforzo fatto per mantenere anche contatti quotidiani con la cinquantina di nostri alunni con sostegno, con cui sono state avviate forme specifiche di collaborazione».


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