POSTE Tra raccomandate e quotidiani arriva anche la vaccinazione
Il portalettere Christopher Saccomanni con il palmare di Poste italiane utilizzato per la prenotazione delle vaccinazioni

POSTE Tra raccomandate e quotidiani arriva anche la vaccinazione

Grazie al portalettere è possibile prenotarsi: bastano pochi passaggi e una manciata di secondi

Il palmare a portata di mano e la micro-stampante appesa alla cintura. Prima gli servivano per la consegna delle raccomandate come degli atti giudiziari; ora anche per la prenotazione dei vaccini. C’è anche la lotta al Covid con la prenotazione dei vaccini nella quotidianità di Christopher Saccomani, 36 anni, portalettere a Lodi città, impegnato come gli altri colleghi oggi a rispondere alle necessità di chi deve prenotare il vaccino e vuole farlo tramite i portalettere. Magari perché non ha dimestichezza con gli strumenti informatici. «Per noi è semplice, usiamo gli stessi strumenti che abbiamo sempre utilizzato per le raccomandate - spiega Christopher - : nella schermata del palmare c’è una voce in più dedicata ai vaccini che dobbiamo selezionare». Pochi passaggi in tutto, per selezionare la provincia e il comune di residenza, inserire il numero di cellulare dell’utente e scansionare il codice a barre della tessera sanitaria.

«Da qui abbiamo la possibilità di visualizzare gli appuntamenti disponibili, di solito in due giorni diverse con varie fasce orarie disponibili - spiega ancora l’uomo - : si sceglie e arriva subito l’sms di conferma all’interessato e si stampa in automatico la ricevuta, con il promemoria dell’appuntamento». Per ricordare dove devono presentarsi, a che ora e anche che è necessario presentare la tessera sanitaria e un documento di identità. «Di solito si rivolgono a noi le persone che fanno fatica con il cellulare o con internet - racconta ancora il portalettere - : una mattina, mentre concludevo una consegna a un tabaccaio, la titolare mi ha chiesto se facevo la prenotazione dei vaccini. Un cliente le aveva chiesto informazioni e allora le ho detto di darmi l’indirizzo e di dirgli che il giorno dopo, intorno a mezzogiorno, sarei passato e che era necessario che si facesse trovare a casa». E così è stato: vaccino prenotato per l’uomo di 65 anni, che ha però voluto sdebitarsi lasciando una colazione pagata al bar al portalettere.

«Una volta invece stavo consegnando un pacco in viale Italia e mi hanno fermato due coniugi che avevano bisogno della prenotazione - spiega ancora l’uomo - ed è esattamente così che funziona la procedura. Le persone ci ringraziano molto, a volte ci chiedono anche che vaccino faranno, ma noi spieghiamo subito che non ci compete e non lo possiamo sapere». Nei viaggi quotidiani e nel contatto con le persone, sempre mediato da distanze e mascherine, rispetto alle prime fasi della pandemia, oggi si sente la voglia di ripartire, ricominciare a vivere. «Si avverte la voglia di uscire il primo possibile da questo periodo, basta vedere i numeri di prenotazioni che si registrano non appena si apre la possibilità per una nuova categoria di età: è successo con i 70enni come con i 60enni. Di solito faccio sempre almeno cinque o sei prenotazioni al giorno. Per noi portalettere è bello poter dare una mano anche per i vaccini e dare un servizio in più agli utenti». E Christopher ha deciso di dare una mano anche senza divisa da postino, come consigliere comunale a San Martino in Strada, in un servizio di supporto per le prenotazioni per i più anziani e fragili del paese.


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