Pergola, colpo di scena: annullato il sequestro

Pergola, colpo di scena: annullato il sequestro

Il tribunale del Riesame dà ragione alla società immobiliare che ha comperato il centro sportivo all’asta pochi giorni prima che scattasse il provvedimento fiscale

Colpo di scena stamattina in tribunale a Lodi: il collegio del Riesame ha annullato il provvedimento di sequestro che il 6 giugno scorso aveva colpito la Pergola di San Martino in Strada. A chiedere il dissequestro sono stati gli avvocati Gianluca Maglio e Roberto Rota di Lodi su mandato della Somkid Srl, l’immobiliare di Conegliano Veneto (Treviso) che il 30 maggio, appena una settimana prima del sequestro (e senza che del provvedimento in arrivo si sapesse nulla), aveva messo sul banco del tribunale civile di Lodi 270mila euro quale caparra per rilevare la Pergola all’asta immobiliare promossa da una banca piacentina per il mutuo insoluto.

Il Riesame ha ora venti giorni di tempo per depositare le motivazioni. La procura della Repubblica di Lodi durante la discussione ha eccepito che la Somkid non sarebbe stata titolata a chiedere il dissequestro in quanto non ancora formalmente proprietaria del complesso. Gli avvocati hanno però replicato che la legge parla di “soggetti interessati”, e quindi l’immobiliare, come promissaria acquirente, e peraltro dopo aver versato anche il saldo oltre alla caparra, ha pieno titolo a promuovere azioni a tutela del bene.

La decisione non era per nulla scontata in quanto parte della giurisprudenza ritiene che il credito dello Stato, in questo caso le tasse che si ritengono non pagate dal precedente titolare, debba sempre prevalere su quello dei privati. Gli avvocati hanno invece puntato sul fatto che il loro diritto in buona fede ad acquisire la Pergola fosse maturato prima rispetto al sequestro.

A questo punto perché Somkid diventi a pieno titolo proprietaria del “country club” manca solo la firma di un giudice civile. La nuova proprietà potrà quindi decidere di dare corso a una nuova gestione e questa ipotesi sarebbe una prospettiva anche per i 40 giovani lavoratori che poco prima di Natale, dall’oggi al domani, erano stati licenziati dato che il gip aveva revocato l’incarico al commissario giudiziale determinando di fatto la cessazione di ogni attività.


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