Peculato, il sindaco viene prosciolto dopo dieci anni

Peculato, il sindaco viene prosciolto dopo dieci anni

Il caso era stato trasferito dal tribunale di Lodi a quello di Como per competenza territoriale

Finisce una volta per tutte la vicenda giudiziaria che ha visto il sindaco di Mediglia Paolo Bianchi, chiamato in aula a rispondere del reato di peculato. La scorsa settimana il tribunale di Como, dove è stato incardinato il processo, ha sentenziato di “non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato”. I fatti contestati risalgono a poco più di dieci anni fa. E vedono coinvolti l’ex presidente della Polisportiva Mediglia (S. S., che ha patteggiato la pena) e l’allora assessore Paolo Bianchi, che si è sempre proclamato innocente. È stato proprio l’attuale primo cittadino a portare le carte ai carabinieri. Nel caso specifico si parla di un passaggio di denaro senza titolo (secondo l’accusa) con assegni che sono stati “spiccati” a Como, dall’ex presidente dalla Polisportiva all’ex assessore. In realtà quella somma non sarebbe mai stata a disposizione e fruita da Bianchi, che l’ha restituita a distanza di breve tempo. Vi è comunque reato? È quanto è stato chiesto di appurare in prima battuta al tribunale di Lodi nel 2016, ma davanti al giudice è stata sollevata l’eccezione di competenza territoriale. Il procedimento, trasmessi gli incartamenti, è stato per questo motivo trasferito a Como (la piazza dove sono stati spiccati gli assegni) e nel 2018 è ricominciato l’iter con l’udienza preliminare. Il gup (giudice per l’udienza preliminare) presso il tribunale di Como ha deciso di aprire la fase dibattimentale e incardinare il procedimento ad aprile dello scorso anno. E la prima (e ultima) udienza si è tenuta il 14 maggio, quando L’imputato è stato prosciolto. Una sentenza che non giunge inaspettata, ma che il sindaco ha deciso di non commentare almeno fino alla trasmissione del provvedimento. Sono quindi poche le parole ufficiali strappate a Paolo Bianchi, scritte in una nota: «In merito alla vicenda giudiziaria che mi ha riguardato, ho appreso dal mio avvocato che durante l’udienza del 14 maggio presso il tribunale di Como, in composizione collegiale, è stato deciso di non procedere – afferma Bianchi -. Per parte mia esprimo soddisfazione avendo sempre avuto massima fiducia nella legge e nella magistratura. Sin da quando io stesso denunciai il presunto reato di cui prima sono stato accusato e ora assolto. Sarà mia premura, una volta ricevuta copia della sentenza definitiva, informare il consiglio comunale, unico luogo che ritengo deputato alla discussione di questa situazione».


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