Codogno, parla l’assessore indagato: «Io sono soltanto il commercialista della figlia del mago»

Codogno, parla l’assessore indagato: «Io sono soltanto il commercialista della figlia del mago»

Vittorio Riboldi vuole fare chiarezza sulle accuse formulate da guardia di finanza e procura di Lodi

Carlo Catena

«Non sono consulente del mago ma ho fatto il commercialista di sua figlia, e, riguardo alla società immobiliare che è stata poi a lei ceduta, non ne sono più il legale rappresentante già dall’estate del 2018»: Vittorio Riboldi, commercialista, da circa un anno assessore all’urbanistica, in quota Forza Italia, della giunta del sindaco Francesco Passerini a Codogno, vuole fare subito chiarezza sulle accuse che gli sono mosse dalla guardia di finanza e dalla procura della Repubblica di Lodi che lo vedono indagato a piede libero per la sola ipotesi di reato di reimpiego di capitali di provenienza illecita, e non per truffa. «Ho più di 300 clienti, 8 persone lavorano per il mio studio, e faccio il commercialista dalla fine degli anni ’80. Era già capitato che nel mio ufficio si presentassero carabinieri o Finanza per verifiche sulle persone che mi affidano incarichi. Ma non si può pretendere che io sospetti di chiunque abbia disponibilità economiche. Sono sereno, e confido che si faccia chiarezza».

Secondo gli inquirenti, Riboldi fino al luglio del 2018 era uno dei soci di una Srl dedicata alla gestione di un patrimonio immobiliare in cui M.V., la figlia del mago Candido, non compariva come socia né aveva cariche. Dal 2016 fino a metà del 2019 l’azienda avrebbe da lei ricevuto 492mila euro; quando era legale rappresentante, secondo la Finanza il commercialista avrebbe acquistato diversi beni immobili operando per questa società immobiliare: una casa all’asta da 33mila euro a Ponzone (Alessandria), una casa a schiera con box per 95mila euro a Meleti, una vettura Jaguar F-Pace da 69mila euro. Ma secondo la Finanza anche i soldi per l’auto arrivano da V.M. Poi la società acquista un immobile a Camairago per 135mila euro, e a questo punto il commercialista esce di scena. Il 100 per cento è rilevato da V.M. e la medesima società acquista anche un immobile da 70mila euro in piazza Resistenza a Castelgerundo; M.V. risulta agli inquirenti aver dichiarato redditi netti per poco più di 40mila euro totali tra il 2015 e il 2018, mentre la Finanza ha accertato tra l’altro che tra il 2015 e il 2019 la giovane ha saldato cambiali per 48mila euro totali a favore della società di elaborazione dati del commercialista. Secondo la Finanza l’immobiliare è stata una “società schermo”. «Sono accuse che mi sorprendono e che non conosco, e che non riguardano l’attività politica dell’assessore né l’ambito delle due deleghe - commenta a caldo il sindaco di Codogno Francesco Passerini -. Pretendiamo trasparenza e onestà e valuteremo con serenità quanto dovesse emergere».


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