Pane la domenica, è bufera

Pane la domenica, è bufera

I panificatori lodigiani sulle barricate

Il governo Monti sforna il pane fresco anche la domenica e scatena la reazione dei panificatori. Nel Lodigiano l’associazione di categoria provinciale, in linea con le altre associazioni panificatori delle province italiane, ha dato mandato alla Federazione italiana panificatori (Fippa) di tutelare i diritti acquisiti in lunghi anni di battaglie. Primo fra tutti, il diritto al giorno di riposo.

Pochi giorni fa a Roma si è tenuto un consiglio nazionale straordinario della Fippa per analizzare anche la normativa sulle liberalizzazioni e le ripercussioni sul settore e ieri pomeriggio l’Unione panificatori di Regione Lombardia ha formulato una mozione a sostegno della causa federale.

Il “pacchetto liberalizzazioni” del governo prevede, infatti, la panificazione anche nei giorni festivi, permettendo di impastare e cuocere il pane anche il sabato notte per poi venderlo fresco la domenica mattina.

Attualmente invece i panificatori non lavorano nella notte fra il sabato e la domenica (fatta eccezione per alcune località) e anche nelle città del Lodigiano si è soliti acquistare nei prefestivi il cosiddetto “pane doppio”. In alternativa si compensa la mancanza di pane fresco con sfilatini e michette precotte o prodotti confezionati.

«Permettere di panificare 7 giorni su 7 e quindi eliminare il giorno di riposo, significa mettere ancora una volta in difficoltà i piccoli forni, magari a conduzione familiare, - ha spiegato Isacco Galuzzi, segretario dell’Associazione provinciale panificatori del Lodigiano - facilitando le grandi realtà come quelle della grande distribuzione che possono permettersi più personale e sostenere maggiori costi».

Produrre pane nei festivi, infatti, ha un costo maggiore rispetto alla produzione nei giorni feriali.

Nel Lodigiano i forni sono circa 60 e si tratta di panificatori che producono il pane, dunque non di rivendite che vendono michette prodotte da altri.

Prima i forni erano molti di più, ma il lavoro negli anni è cambiato: oggi un’attività non sopravvive soltanto sfornando baguette e rosette ma propone ai clienti torte, focacce, salatini, golosità capaci di attrarre il consumatore, per cui il pane non è più l’elemento centrale della tavola.

Analoga campagna di sensibilizzazione a difesa del giorno di riposo e della leale concorrenza era stata portata avanti un anno fa dalla stessa Associazione provinciale dei panificatori del Lodigiano e da Federpanificatori. «Il pane fresco la domenica è una bugia»: questo lo slogan dell’iniziativa che, rifacendosi alla legge regionale 6 del 2010, ricordava: «Salvo deroghe motivate da parte dei comuni, non è consentita la vendita di pane la cui panificazione è effettuata nelle giornate domenicali e festive». Una bacchettata rivolta allora ai grandi centri commerciali e agli ipermercati, dove nelle giornate di festa si vendeva il pane fresco, ed ora indirizzata al governo chiamato a ripensare le liberalizzazioni, riconsegnando alle Regioni la competenza “scippata”.


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