Ottiene 13mila euro di aiuti dal Comune ma ne guadagna 800mila dalla Cina: maxisequestro per un “liutaio”

Ottiene 13mila euro di aiuti dal Comune ma ne guadagna 800mila dalla Cina: maxisequestro per un “liutaio”

Ufficialmente studente, un asiatico aveva grosse auto, villa ed appartamento e secondo la Finanza non ha mai denunciato attività di mediazione commerciale sulle quali non risulta aver mai versato tasse in Italia

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lodi hanno recentemente concluso un’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lodi, nei confronti di un cittadino cinese, segnalato per omessa dichiarazione, da anni stabilmente residente prima a Lodi e da qualche tempo a Cornegliano Laudense.

A far scattare l’operazione era stato l’elevato tenore di vita condotto da una coppia di coniugi cinesi: il possesso di un cospicuo patrimonio immobiliare (un appartamento e una villa), due autovetture di lusso, nonché la continua ricezione di bonifici bancari di rilevante entità provenienti dalla Cina, senza alcun elemento ufficiale che comprovasse il possesso di redditi in Italia e/o all’estero, sono stata la miccia che ha portato gli investigatori ad approfondire la “posizione fiscale” di un sedicente studente di musicologia presso la scuola di liuteria di Cremona nonché appassionato costruttore di strumenti musicali a livello amatoriale. A destare sospetto, inoltre, è stata anche una segnalazione ricevuta dal Comune di Cornegliano Laudense sui possibili soggetti indebitamente percettori di agevolazioni a sostegno del reddito. La realtà dei fatti che si è, immediatamente, palesata è stata, invece, quella di un provetto ed esperto procacciatore d’affari che si ritiene avesse aveva avviato un’occulta ma estremamente florida attività di intermediazione commerciale tra aziende italiane e cinesi che gli ha fruttato rilevanti rimesse di denaro, dal 2012 al 2016 oltre 800.000 euro, senza nulla dichiarare al Fisco.

Per occultare le rilevanti entrate reddituali era stata costituita in Cina una società, di fatto non operativa, alla quale i clienti italiani del professionista pagavano le provvigioni per l’attività di intermediazione svolta; ricevuto il bonifico, dalla Cina ne partiva immediatamente un altro, così le somme rientravano in Italia sui conti correnti intestati al cittadino cinese ed alla consorte. La Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Lodi, recependo integralmente l’operato delle Fiamme Gialle lodigiane, ha immediatamente emesso apposito avviso di accertamento per salvaguardare la pretesa tributaria.

Entrambe i coniugi sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria anche per aver percepito dal Comune di Lodi e di Cornegliano Laudense, presentando dichiarazioni ISEE che a questo punto si ritengono false, 13.000 euro di assegni familiari e agevolazioni per la refezione scolastica.

Il giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lodi ha disposto il sequestro per equivalente dell’importo di € 350.000,00, pari all’imposta complessivamente evasa dall’indagato; oggetto di sequestro sono stati i beni mobili e immobili a lui intestati.


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