Ospedale Maggiore, che stangata: “declassata” la terapia intensiva neonatale
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Ospedale Maggiore, che stangata: “declassata” la terapia intensiva neonatale

Una delibera della Regione dell’11 novembre ridisegna le competenze

Assistenza ai bimbi prematuri, l’ospedale di Lodi “declassato”. Quella del Maggiore, dall’11 novembre, non è più una terapia intensiva, ma una patologia neonatale. Lo dispone una delibera della Regione Lombardia.

È un centro “spoke”, di periferia che fa riferimento al centro “hub”, individuato nel San Matteo di Pavia. A essere trasferite saranno le mamme sotto le 32-34 settimane di gestazione o con gravi complicanze e i bambini sotto i 1500 grammi. Per il direttore generale dell’Asst di Lodi Massimo Lombardo, «si tratta solo di una fotografia dell’esistente, non di un declassamento».

La Regione Lombardia però ha fissato nuovi criteri e lo studio che li definisce porta la firma in qualità di coordinatore di Gianluigi Gargantini, l’ex responsabile del dipartimento materno infantile di Lodi.

L’ingresso del Maggiore

L’ingresso del Maggiore

L’ingresso del Maggiore

Per assistere i bimbi più complessi, il bacino di utenza, recita la delibera, deve essere di almeno 600 mila persone, ma nel Lodigiano gli abitanti sono circa di 230 mila. A vedere la riconversione dei posti letto ,oltre a Lodi, sono gli ospedali di Como Valduce, Rho e Cremona.


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