“Operazione Movida” nel Lodigiano per un fine settimana senza assembramenti

“Operazione Movida” nel Lodigiano per un fine settimana senza assembramenti

Vertice tra le forze dell’ordine per tenere sotto controllo i locali pubblici

Si sono moltiplicate nei giorni scorsi anche nel Lodigiano le segnalazioni riguardo a decine e decine di giovani più o meno “assembrati” davanti a bar e birrerie in orario serale. Dopo tre mesi di lockdown c’è chi lunedì aveva una più che legittima voglia di festeggiare e di ritornare a vedere gli amici che per oltre dieci settimane ha potuto contattare solo via telefono o computer, ma l’esperienza tragica del Covid-19 non sembra aver insegnato a tutti quali sono le regole igieniche che sono al momento l’unica arma contro una nuova strage. Da Codogno nella zona delle piazze centrali c’è chi ha lamentato forti presenze, con tanto di musica e voci alte, da Casalpusterlengo c’è anche chi ha inviato a questura, prefettura e municipio le fotografie di un locale dove la presenza di giovani avrebbe “raggiunto anche le 100 persone contemporaneamente” in zona Cappuccini.

E mentre ieri il premier Giuseppe Conte è intervenuto in Parlamento per ammonire che «non è tempo di movide», anche il capo della polizia Franco Gabrielli ha diffuso una nota in cui ha chiesto a tutti i questori il “massimo impegno” nel controllo del territorio per contrastare mafie, criminalità diffusa e assicurare allo stesso tempo “il rispetto del divieto di assembramento”. Disastro economico a parte, il lockdown ha frenato alcune tipologie di reati, soprattutto i furti in abitazione, e la preoccupazione non è solo per i contagi ma anche per la ripresa della “libera circolazione” dei malviventi, con l’ulteriore e più complesso risvolto della disponibilità di migliaia di attività economiche in ginocchio nelle quali il crimine organizzato può ben investire la sua liquidità.

A Lodi, con una videconferenza, c’è già stato un vertice tra le forze dell'ordine in vista del primo week end di piena “Fase due” con il contagio che continua a camminare ma le attività del tempo libero che hanno potuto finalmente riaprire quasi tutte.

« Con i mezzi a disposizione, intensificheremo i controlli - anticipa il comandante della Polizia locale del Comune di Lodi Fabio Germanà -, per le aree lungo l’Adda conteremo soprattutto sulle pattuglie in moto, e andremo a fare controlli mirati nei locali pubblici. Ricordiamo l’obbligo di distanziamento tra le persone di almeno un metro e che in Lombardia anche all’aperto è obbligatorio indossare la mascherina o al limite un indumento che protegga bocca e naso. La regola è che si può non indossarla se si fa attività motoria, anche perché ci dicono che ostacolare la respirazione sotto sforzo può nuocere alla salute, ma bisogna essere sempre in grado di proteggersi quando si avvicinano o ci si avvicina ad altre persone. L’accesso ai gerali non è proibito, ma anche qui sono vietati gli assembramenti e l’unica deroga al distanziamento è quella di appartenere al medesimo nucleo familiare convivente. Anche noi abbiamo avuto l’impressione che nei primi giorni soprattutto i più giovani si siano lasciati prendere dall’euforia. Ma non ci possiamo permettere che riparta il contagio e di ritornare a doverci chiudere tutti in casa».


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