Omicidio stradale e patente revocata per la morte di Giorgia Ruggeri di Massalengo
Il recupero dell’auto uscita di strada tra Tavazzano e Quartiano (foto vigili del fuoco)

Omicidio stradale e patente revocata per la morte di Giorgia Ruggeri di Massalengo

Patteggia tre anni e mezzo il 22enne che era alla guida dell’auto. La vittima dell’incidente aveva solo 15 anni

Ha patteggiato tre anni, sei mesi e venti giorni di reclusione il 22enne lodigiano A.C., che la notte tra il 7 e l’8 marzo dello scorso anno era alla guida dell’auto, una Daewoo Matiz, finita nel profondo fossato a lato della strada provinciale tra Tavazzano e Quartiano di Mulazzano, in corrispondenza di una curva. Tra le lamiere era rimasta incastrata l’amica quindicenne Giorgia Ruggeri, di Massalengo, estratta a fatica e ormai in condizioni disperate dai vigili del fuoco, con una grave lesione alla spina dorsale, e dichiarata poi morta in ospedale a Lodi. A bordo c’era anche un trentenne, che è rimasto a sua volta ferito ma non ha sporto querela. Per il conducente 22enne l’imputazione è di omicidio stradale, dato che era risultato positivo alla cannabis e anche all’alcol, e solo grazie al rito alternativo scelto, con sconto di pena, e al risarcimento (sia pure parziale) concesso dall’assicurazione della vettura è stata evitata una condanna superiore ai 4 anni, che sarebbe costata a breve la carcerazione del giovane conducente. In questo modo invece potrà ottenere misure alternative, come l’affidamento in prova.

Giorgia Ruggeri

Giorgia Ruggeri

L’auto era intestata a sua madre e la consulenza cinematica della Procura ha escluso che la velocità fosse eccessiva. I difensori del 22enne avevano impugnato davanti al giudice di pace la sospensione della patente portando testimonianze in base alle quali il guard rail, che avrebbe potuto evitare all’auto di precipitare nel fosso, quella notte era ancora danneggiato per un precedente incidente, e quindi inadeguato. Tesi che però non ha fatto cambiare idea al giudice di pace e che non è stata poi sollevata ieri nell’udienza gup di patteggiamento, e l’argomento non ha portato a contestazioni verso enti pubblici nelle indagini penali.

Come sanzione accessoria del patteggiamento, è stata disposta, ai sensi del codice della strada, anche la revoca della patente. Che il conducente potrà tentare di riavere sostenendo nuovamente l’esame non prima di tre anni.


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