Omicidio motel, il processo verso Busto

Il gip di Lodi Isabella Ciriaco ha rigettato la richiesta di indicente probatorio avanzata dalla procura della Repubblica di Lodi per formare una prova utilizzabile anche in un futuro processo per l’accusa di sequestro di persona (ma anche di lesioni e rapina) ai danni di Oana Gabriela C., la lucciola 19enne romena che ha denunciato di essere stata chiusa nel bagagliaio da Andrea Pizzocolo, percossa più volte e scaricata con piedi e polsi legati da fascette in un campo di San Martino in Strada, l’8 agosto scorso. Secondo il giudice, dato che la donna dichiara di essere stata immobilizzata in un motel di Saronno e quindi portava via contro la propria volontà, il reato sarebbe iniziato sotto la giurisdizione del tribunale di Busto Arsizio e quindi tutte le fasi che riguardano il giudizio dovranno celebrarsi là, e non a Lodi. Il rischio infatti sarebbe quello di mettere a verbale un incidente probatorio inutilizzabile.

Riguardo al rapimento di Oana, però, trapela che la polizia postale ha ritrovato nelle memorie elettroniche trovate nella casa del ragioniere 41enne di Arese anche spezzoni di video, ripresi con la stessa tecnica utilizzata per filmare la “morte in diretta” della 18enne Lavinia, l’8 settembre, e i rapporti con decine di altre meretrici: microtelecamere nascoste in finti telecomandi e perfino in un orologio da polso, disposte in modo strategico nelle stanze di motel utilizzate per gli incontri. E questi video indicherebbero che, contrariamente a quanto dichiarato da Oana, un rapporto, prima del litigio con Pizzocolo, sarebbe stato consumato. Se la 19enne abbia davvero nascosto qualcosa alla polizia e perché, l’incidente probatorio con il “faccia a faccia” con l’indagato o i suoi avvocati sarebbe stato l’occasione per chiarirlo. Invece, è tutto rinviato.

L’autopsia, sulla salma di Lavinia Simona Aiolaiei, potrebbe a sua volta collocare in un motel di Busto Arsizio la morte della 18enne strozzata con due fascette: nei video la si vede esalare l’ultimo respiro, e le scene successive, nella stanza di un altro motel nel Lodigiano, sembrano riprendere un cadavere. Ma prima di trasferire l’inchiesta, se sarà necessario, la procura attende il riscontro del medico legale. «Per ora omicidio e sequestro, di due persone diverse, sono in un unico fascicolo - si limita a confermare l’avvocato Angelo Farina di Lodi, difensore di Pizzocolo -, ma teoricamente si potrebbero celebrare processi separati, come è già capitato per vicende simili. A mio parere sono fatti a sé». È invece anche opinione della procura che siano slegati dai delitti contro queste due donne gli ammanchi per quasi 600mila euro, di cui 300mila già contestati dagli inquirenti a Pizzocolo sulla base di una serie di indizi contabili, dalla ditta elettromeccanica di Pero per cui ha lavorato per molti anni: questa inchiesta infatti era stata trasferita subito a Milano.

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