«Norme non rispettate»: la prefettura chiude un bar di Sant’Angelo
Il palazzo della prefettura in corso Umberto a Lodi

«Norme non rispettate»: la prefettura chiude un bar di Sant’Angelo

Cinque giorni di stop e sanzione per violazione all’obbligo di serrata alle 18

Cinque giorni di chiusura, per mancato rispetto della normativa anti-Covid. Chiuso un altro locale, nel Lodigiano, nell’ambito delle attività di controllo disposte dalla prefettura di Lodi per verificare il rispetto delle norme anti-contagio. Questa volta a Sant’Angelo Lodigiano e per la violazione dell’obbligo di stop dell’attività alle 18, sancito dall’ultimo Dpcm varato dal governo il 24 ottobre scorso per fermare la diffusione del virus. Come spiega in una nota ufficiale la prefettura, «la pattuglia della polizia di Stato ha rinvenuto persone ancora presenti nel locale alle 21 e intenti a effettuare consumazione». Motivo per cui il prefetto Marcello Cardona, nella giornata di ieri, ha sanzionato il locale disponendone la chiusura per cinque giorni. La sanzione è stata ieri al bar “La Siesta” di Sant’Angelo Lodigiano, come spiega sempre la nota dell’ufficio di governo del territorio, in cui aggiunge che ulteriori e rigorosi controlli continueranno a essere effettuati per garantire il rispetto delle misure anti-contagio. Lo stesso provvedimento è stato adottato nei giorni scorsi anche a Lodi e a Borghetto Lodigiano. A ricevere la sospensione per cinque giorni dell’attività, notificata nella giornata di mercoledì e valida fino a domenica, sono stati il Vikand Bar di piazza della Vittoria e The Hemp GreenHouse di Borghetto, sulla strada provinciale 125 per Livraga, entrambi per mancato utilizzo della mascherina - per il bar contestazione mosse sia per i dipendenti, sia per i clienti - , mentre per la società di Borghetto è stata rilevata l’assenza di dispositivi di protezione individuale per i lavoratori.

I titolari del bar di viale Montegrappa, in zona San Rocco, però, si sono già rivolti ad un avvocato, per contestare la sanzione e i “sigilli”, e vogliono dire la loro. «Abbiamo regolarmente chiuso alle 18, come prevede la normativa - spiegano - : abbiamo cenato a casa e, considerato che riapriamo il bar alle 5 del mattino, abbiamo deciso di tornare la sera nel locale, intorno della 21, per pulire e rimettere in ordine. Abbiamo alzato le saracinesche e acceso tutte le luci e davanti al bar si sono fermati due amici a chiedere informazioni per la presenza di un’ambulanza sulla via, tutto qui. Ci sentiamo ingiustamente penalizzati».


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