Norme anti-virus: «Sui treni niente controlli»
Sul treno con la mascherina: non tutti però osservano le prescrizioni

Norme anti-virus: «Sui treni niente controlli»

Lettera ai prefetti dei comitati dei pendolari che denunciano continue violazioni

Nelle fermate e a bordo dei treni del servizio ferroviario regionale di Regione Lombardia non ci sono controlli sul rispetto delle condizioni di sicurezza anti-Covid. La denuncia arriva dai Comitati dei viaggiatori ferroviari e degli utenti Tpl della Lombardia, oltre 20 tra gruppi e associazioni, tra cui anche il lodigiano Comitato Pendolari di San Zenone al Lambro e comuni limitrofi. I Comitati hanno scritto una lettera aperta alle prefetture di tutta Lombardia, all’assessore ai Trasporti regionale Claudia Maria Terzi, all’assessore alla Sicurezza regionale Riccardo De Corato, ai vertici di Trenord.

L’accusa è diretta: scarsa efficacia di controlli e interventi da parte del personale ferroviario per il rispetto delle disposizioni di sicurezza anti-Covid. «Ancora prima che esplodesse l’emergenza sanitaria, era ben noto come il personale dell’impresa ferroviaria, addetto all’ordinario presenziamento dei convogli, non fosse in grado di garantire le necessarie operazioni di assistenza alla clientela, antievasione e contestazione di altre eventuali irregolarità, trovandosi a sua volta facile preda di aggressioni verbali o fisiche - si legge nella lettera aperta -. Gli obblighi che i viaggiatori devono rispettare divengono maggiori sia per numero sia per importanza. Tuttavia, a tale maggiorazione non ne è corrisposta una analoga nella certezza dei controlli, che anzi temiamo possano essere ulteriormente dissuasi dalla paura del contagio».

E a supporto si citano testimonianze di viaggiatori, proprio sulle tratte lodigiane del trasporto ferroviario: «C’era un mucchio di gente senza mascherina. Il capotreno non si è mai visto. C’erano persone sedute anche sui sedili dove “non è consentito sedere”. Ho dovuto più volte cambiare carrozza proprio per evitare questo salire e scendere di gente senza mascherina. Davvero vergognoso», riporta un viaggiatore salito il 29 maggio a San Zenone in direzione Milano. E ancora una viaggiatrice salita a Milano Repubblica sulla S1 Lodi-Saronno il 30 maggio: «Le persone continuano a salire sui treni senza mascherina. Tanto non li controlla nessuno quindi anche se è obbligatorio in realtà possono fare tutto quello che vogliono».

Le richieste sono dirette: alle Prefetture di incrementare i presidi della polizia ferroviaria e delle altre forze dell’ordine, soprattutto nelle fermate dei capoluoghi di provincia, affiancando un agente alle squadre di controllo di Trenord, all’azienda e a Regione Lombardia di aumentare proprio queste squadre e di potenziare gli impianti di videosorveglianza.


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