Non basta l’igiene in palestra: stop all’attività per trecento atleti

Non basta l’igiene in palestra: stop all’attività per trecento atleti

L’Ats ha chiuso la struttura di Cornegliano: il gestore ha 15 giorni per intervenire

L’ordinanza è stata giovedì mattina, a mezzogiorno era già esposta fuori dalla struttura. Chiusa d’urgenza per motivi igienico sanitari la palestra comunale di Cornegliano Laudense, all’interno del centro sportivo di largo Donatori di Sangue. Il provvedimento è arrivato con un’ordinanza del sindaco Claudio Moneta, a seguito di un sopralluogo dell’Ats Città Metropolitana. L’ordinanza è stata notificata al gestore - la società Sporting Club Verona srl - che avrà 15 giorni di tempo per ottemperare e risolvere gli inconvenienti igienico-sanitari. Tra gli obblighi, eliminare le infiltrazioni dalla copertura della palestra, verificare e sostituire i pannelli del controsoffitto divelti; pulire e sanificare tutti gli spazi aperti al pubblico (compresi spogliatoi e sala riunioni), eliminare infiltrazioni e macchie su soffitti e pareti degli spogliatoi e dei rispostigli, pulire e santificare gli arredi e ancora pulire e sanificare i termoconvettori, gli aspiratori meccanici, le ventole e i phon. Stagione sportiva rinviata per 300/400 atleti e appassionati che, tramite diverse associazioni sportive, utilizzano la palestra. «Ci spiace si sia arrivati a questa situazione, ma era l’unica possibile a fronte di un problema di carattere sanitario perché la tutela della salute e della sicurezza dei bambini sono al primo posto per noi - sottolinea il sindaco Claudio Moneta - e sono personalmente dispiaciuto per tutte le associazioni sportive che non potranno iniziare le attività». «Abbiamo richiesto noi il sopralluogo all’Ats consapevoli della situazione critica: siamo consci del fatto che ci saranno disagi, ma sta al gestore ottemperare quanto prima per ridurre il danno sociale generato dalla chiusura» aggiunge il vicesindaco Mario Giavardi. Sul tema interviene anche il consigliere delegato Roberto Biagini. «Le associazioni avevano già manifestato malcontento per la gestione e noi ci siamo trovati di fronte a un bando, già sottoscritto, che non fissa un cronoprogramma certo negli impegni in capo al gestore - aggiunge Biagini -: abbiamo solo potuto procedere inviando una diffida per il rispetto degli impegni sul fronte dei pagamenti, a cui è stato ottemperato, ma restavano insoddisfacenti le condizioni igienico-sanitarie e l’Ats ha infatti verbalizzato gravi mancanze. Abbiamo agito a tutela dei cittadini».


© RIPRODUZIONE RISERVATA