«Nascerà una guerra degli orari»

«Nascerà una guerra degli orari»

Aumentare le aperture non gonfia automaticamente il portafoglio dei clienti ma forse l’obiettivo è spingere sempre di più i cittadini verso i centri commerciali. Continua nel Lodigiano il dibattito sulla liberalizzazione degli orari di apertura delle attività commerciali varata del governo Monti e in particolare sulla decisione della Bennet di San Martino in Strada e Pieve Fissiraga di lavorare 365 giorni all’anno: un esempio che presto potrebbero seguire anche altre catene della grande distribuzione. E se fino a ieri a parlare sono stati prevalentemente sindaci e negozi delle gallerie, adesso la parola passa ai negozi dei centri storici delle località a due passi dalla Bennet, ma anche vicine a centri commerciali come Il Gigante di Montanaso che potrebbero liberalizzare le aperture con ripercussioni anche sui negozi del centro.

«Io sono contraria alla liberalizzazione, - ha spiegato Carolina, del noto negozio Gajardi di pelletteria a Lodi - ma francamente non temo più di tanto le aperture dei centri commerciali, anche perché di fatto ormai erano quasi sempre aperti». «Alle 6 del pomeriggio qui in centro c’è già pochissima gente, - ha continuato - ma le persone non sono qua e non sono là e io credo che un provvedimento del genere si possa prendere solo se c’è un ritorno».

Ma di quale ritorno si sta parlando? «Il fatto di tenere aperto il negozio più ore non comporta necessariamente maggior guadagno, - ha spiegato Carolina - ma di certo maggiori costi: un negozio come il nostro non potrà comunque mai fare il ragionamento dei centri commerciali e tenere sempre aperto perché siamo in pochi a lavorare in negozio, per cui vorrebbe dire rinunciare alla vita privata».

«Io non ho nessuna intenzione di inseguire gli altri - ha dichiarato Diego dello storico negozio di ottica De Capitani -, perché se tieni aperto non è detto che guadagni di più e se tieni aperto sempre, non vivi: siamo in due qui, come sarebbe possibile?». Le più agguerrite però sono Barbara e Silvia del negozio d’abbigliamento Clip di Lodi: «I soldi nel portafoglio non aumentano con le ore di apertura, i centri commerciali possono permetterselo perché hanno un elevato turnover di dipendenti ma questa liberalizzazione che permette anche a noi negozi di fare gli orari che vogliamo rischia di dividere i commercianti che invece in questi anni hanno cercato di coalizzarsi, scatenando la guerra degli orari».

Nei paesi più piccoli come la Muzza di Cornegliano invece le reazioni sono più morbide. «Un po’ risentiamo delle aperture dei centri commerciali, magari nei minori acquisti del sabato - ha spiegato Angelo del supermercato Sma, moderno negozio di alimentari - ma la nostra clientela è prevalentemente stanziale, giochiamo due ruoli differenti».

Non se ne preoccupa neppure Licia che in località Muzza gestisce una sartoria, mentre a pochi metri Claudio, il parrucchiere, taglia corto, perché «oggi come oggi soffriamo di più la concorrenza dei cinesi».


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