LODI Muore a soli 22 anni in ospedale, Mamadou sognava un futuro qua

LODI Muore a soli 22 anni in ospedale, Mamadou sognava un futuro qua

Il giovane era ospite della casa di accoglienza Caritas di Massalengo

Se n’è andato a soli 22 anni nel letto della terapia intensiva di Lodi. Il sogno di crearsi un futuro in Europa, per Mamadou Fane, si è spento così, dopo un periodo di malattia. Lasciando nel dolore più totale i suoi amici della casa di accoglienza di Massalengo, gli operatori e i vertici della Caritas che lo accoglievano. Mamadou, originario del Mali, da oltre due anni era ospite nella casa di Massalengo; studente attento e impegnato, catalizzava con la sua bontà l’attenzione di tutti.

Mamadou era in ospedale da poco meno di un mese e nella notte tra giovedì e venerdì, dopo 2 giorni in rianimazione, se n’è andato, lasciando sgomento anche il direttore della Caritas Carlo Bosatra.

«Perdere un ragazzo come Mamadou è come perdere un famigliare per noi - commenta - . Noi accogliamo questi ragazzi e li accompagniamo per dare loro un avvenire fatto di dignità, attraverso i nostri progetti. Perderli così è doloroso. I nostri operatori, oggi, erano ammutoliti, come se avessero perso un fratello. Per noi è una grande sofferenza, pensavano che i medici riuscissero a fare il miracolo, ma il quadro, probabilmente, era così compromesso, che tutto questo non è avvenuto. Sono almeno due anni che era da noi».

Per la casa di accoglienza oggi è stata davvero una brutta giornata. «Parlando tra noi - spiega - è emerso che aveva una gran voglia di integrarsi con lo studio dell’italiano. Le insegnanti dicevano oggi che ce la metteva tutta per imparare la lingua . Mamadou era proprio una persona buona e non lo dico perché è morto».

Tramite l’ambasciata, gli operatori hanno contattato un fratello che abita in Mali. «Abbiamo informato lui del decesso - spiega Bosatra -. Ha detto che avrebbe informato il resto della famiglia». A causa del problema sanitario attuale, non è sicuro se gli operatori Caritas riusciranno a rimpatriare la salma.

«Il suo sogno era di trovare un lavoro, essere utile alla famiglia e iniziare una nuova vita qui. Stava cercando di portare avanti questo progetto con questo desiderio nel cuore. Aveva una grande voglia di uscire e di emergere. Notizie come quelle di oggi tagliano le gambe. È stata Una giornata brutta, terribile. Anche la dottoressa stamattina era affranta nel comunicare l’evento. Questi ragazzi già devono sopportare tante sofferenze, poi arrivano eventi così che lasciano senza parole».


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